sabato 31 ottobre 2015

L'occasione


 

«E' la nostra occasione. Tutto il resto non conta. E' la nostra occasione. Ce la posso fare. E' la nostra occasione.» Edward si guardava allo specchio del camerino improvvisato, lisciandosi schifato la tutina aderente e argentata che lo rivestiva come una seconda pelle.
«Ma secondo te io conciato così, ndo' vado?», diceva all'amico, vestito anche lui della stessa lycra da due soldi, ma dorata. Faceva persino rumore di carta, mentre si muovevano.
«Esattamente dove vado io. Ovvero dove osano le aquile.»
Uno schiaffo forte gli arrivò sulla nuca mentre stava ancora parlando. «Te sei proprio scemo, altro che aquile.»
«Alle donne piacciono le aquile, amico, vedila così.»
«Vestite, cioè…mo' vestite è un parolone, d'oro e d'argento?»
«Aquile preziose, no? »
Un altro scappellotto fu la risposta. «Manco ci arriveremo alle donne! Ci stuprerà prima una mandria di biker scatenati senza manco toglierci ste tutine ridicole! Cazzo, ma perché ti do retta, io? »
«Perché sono il tuo migliore amico, ergo la parte migliore di te, bro. E piantala con ste mani! Mi sta venendo mal di testa! »
«Quello è la birra.»
«Ma se ne ho bevute solo sei?»
Edward alzò gli occhi al cielo. «Esci per piacere, prima che ti disfo a schiaffi.»
«Si va in scena!» recitava invece l'altro, disinvolto e rilassato, lanciandogli la maschera argentata col simbolo della luna stampato sulla fronte. 
I due camminavano affiancati nel corridoio del locale dove partecipavano alla serata Talents for Halloween, puntando al rumore che proveniva dalla sala, gremita di pubblico pagante.
«Gesù Cristo, senza qualcosa a coprirmi la faccia non potrei mai farcela. Mi sento un imbecille…»
«Tu sei un imbecille, buddy, anche senza tutina argentata e maschera. Piuttosto ricordati che abbiamo un motivo molto serio per fare ciò, quindi dacci dentro più che puoi.»
«Me lo sto recitando ogni secondo da stamattina. Invece tu tieni a mente che se non raccimoliamo il necessario ti levo dal mondo, alla fine di questa avventura del cazzo. Se restiamo vivi e col culo intonso.»
«Placati e abbi fede. So quel che faccio. Il culo ce lo salviamo.»
Edward era molto scettico e molto preoccupato.
James ammiccò verso l'amico sculettando apposta nella tutina dorata e calandosi sul viso la maschera coi raggi, un attimo prima che entrambi venissero spinti su per la scaletta, al termine della quale li attendeva il palco.
«E che sarà mai? Due sgambettate e tre moine per…speriamo un numero infinito di serate, se va bene, in cambio di vile ma potente denaro con cui alla fine comprare la mia bambina luccicante.» Passava ogni giorno a guardarsela, la sua Gibson Les Paul, lucida e lustra in quella vetrina. Giusto per essere sicuro che ci fosse ancora, perché di entrare a comprarla manco a parlarne…
«Ehilà, Mr Luna, lo show ci chiama! In culo alla balena!», lo spintonò James.
Edward aveva voglia di ammazzarlo ma sorrise, già sudato come una seppia sotto lo strato di nylon pesante. Sentir parlare di culo gli destava nuova preoccupazione. Poi finalmente il buio gli inghiottì paure e pensieri, l'applauso del pubblico lo rilassò e la musica partì.
I due mimi fecero il loro spettacolo ironico e fantasioso: il Sole corteggiava una Luna capricciosa e testarda che non voleva saperne di cedergli il posto e lo scettro di astro dominante nel cielo. Allenati da mesi di spettacoli sui marciapiedi, pioggia, vento o afa che fosse, i corpi dei due ragazzi si muovevano in sincrono sulla musica di Nat Cole. Dopo lo shock iniziale in cui il pubblico si aspettava uno spettacolo di spogliarelliste e non certo due artisti di strada, maschi per giunta, lo show fu un successo, valutato in applausi, fischi e grida. Erano bravi, convincevano. Valevano molto di più di qualche moneta gettata da passanti distratti.
«Visto? Il tuo stupido culo è salvo. Ringrazia la mia mente geniale, bro. Due tutine e il nostro vecchio spettacolino è diventato arte vera.»
Edward non ci poteva credere: li scritturarono per un mese intero. Li avrebbero pagati. Avrebbe potuto risparmiare e comprare la sua splendida rossa. «Ti bacerei dalla gioia.»
«Non sei il mio tipo, troppi peli. Offrimi una birra piuttosto.»
«Un'altra? Sei una spugna di merda.»
Ricominciarono a prendersi a schiaffi, nel solito modo bonario, fino a casa, sotto il ponte che univa le due sponde del fiume Spoon. Quel fiume li aveva visti crescere, azzuffarsi, volersi bene, litigare, muovere i primi incerti passi da artisti nel mondo. Ora li avrebbe visti diventare uomini e afferrare i loro sogni.



14 commenti:

  1. Continuo a ridere immaginandomi Edward in tutina aderente... poi se l'occhio cade verso il basso, ahimè il danno è fatto! A parte questo per le prime righe pensavo che l'amico fosse Jacob non James... mi hai stupita. Complimenti

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  2. oohhh! colpo di classe la parte finale che si riferisce a una delle letture più belle che ho fatto da ragazza <3 !!! Ho amato l'Antologia di Spoon River! grazie di averla ricordata!
    Ed Edward e James secondo me si amano! hahahaahahahah!!!
    bellissima!
    -sparv-

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  3. Bella e divertente!!! Una simpatica storia di amicizia in cui le poche parole in dialetto romanesco danno un tocco di brio in più. brava!!!
    Aleuname.

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  4. Mi è piaciuta moltissimo! Belle le battute in romanesco, bella l'idea che l'amico sia James, bella la trama, divertente e ironica. Però ammetto la mia difficoltà a immaginare Edward vestito come uno de Le Tutine di Zelig. Era questa la parte horror, vero?

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  5. Caspita che fantasia!!!!Non mi sarei mai immaginata un Edward con la tutina sbriluccicosa affianco a James suo amico e fare un balletto!!!
    Non so come reagirei a vederli davvero...ma mi sa che potrei anche sopravvivere concentrandomi magari su qualche dettaglio ahahahah
    Molto molto carina!!!

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  6. Carina da morire, divertente e molto originale.
    Mi ha risollevato dall'ansia dei mostri che non sono proprio il mio pane quotidiano. Sono una cacasotto, in poche parole.
    Complimenti!!

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  7. Ahahaha! Rido da mezz'ora! "Lui" con la tutina argentata...e in più è davvero una situazione originale! Brava!

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  8. Sto facendo la ola! Ma non posso immaginarmelo Ed che si dimena nella tutina aderente argentata! O meglio, se me lo immagino mi inizia a colare la bava, quindi è meglio esercitare una forma di autocensura perché è altamente disdicevole sbavare sulla tastiera del PC (e poi non sono neppure sicura che faccia bene al summenzionato oggetto). E il crepitio? Un colpo di genio.
    Spiritosa, allegra, divertente, dissacrante, lieve. Ci voleva. Ridere fa bene alla salute.

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  9. Le tutine!!!!! Ahahahahahhahaah!!! Ce lo vedo Edward incazzato intutinato crepitante e....bello da morì!!!!
    Grande!!!!!

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  10. Eh sì... sono pronti per realizzare i loro sogni e se vogliono offrirmi una birra mi aggrego volentieri.
    Geniale il riferimento a SpoonRiver.
    Complimenti e grazie

    JB

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  11. Non so se ridere o se piangere!
    Ridere perchè è davvero una storia divertente, fresca e allegra. Piangere perchè immaginare quelle tutine fa ORRORE.
    Ecco perchè questa storia per me contiene un elemento horror, quelle tutine mi spaventano! A parte ciò l'idea di base mi è piaciuta parecchio, per lo meno non è morto nessuno!
    Storia di Halloween frizzante.
    Complimenti per aver partecipato e brava.
    Aly

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  12. Per fortuna niente morti in questa storia. In compenso troviamo Edward in tutina aderente che non so se sia più eccitante o spaventoso ahahahahahahahahah
    Complimenti, originalissima.

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  13. Bwahahah X"D oddio Edward e James in tutina... mi è difficile immaginarmeli così ma grazie mille per le risate ;D!!
    Bravaaa!!

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