Bella
si rivolse come ogni mattina indietro a guardare sul lato opposto del
marciapiede. Là era la solita persona con una maschera da capra e un bellissimo
mantello turchese. Stava immobile, le gambe raccolte sotto di sé, fingendo di
stare in equilibrio su un bastone, semicoperto dal mantello.
«Mamma
mi dai un dollaro?»
«Cosa
devi farne?» Poi, seguendo lo sguardo della figlia, lo vide. «Oh no! Ancora
quel mendicante idiota che fissi ogni giorno? Vieni via, o faremo tardi a scuola.»
«Non
è un mendicante, mamma…» Ma la madre non l'ascoltava più e la tirava verso la
scuola.
"No elemosina.
Io vendo la mia arte.
Tu guardi lo spettacolo.
Paghi solo se ti piace.
Grazie."
Recitava
il cartello che la capra aveva poggiato sul marciapiede, davanti a sé.
Non
era un mendicante, era un artista. Era sempre lì, pioggia, vento o freddo
polare. Cantava con la sua voce melodiosa e ammiccava ai passanti. A volte
scattava improvvisamente in avanti quando passava un bambino, per spaventarlo
un po'. Bella sentiva la risata bassa che proveniva da sotto la maschera ed era
una voce buona, di chi gioca e si diverte con i bambini, come i bambini.
Si
convinse che la capra fosse un "bambino grande".
Bella
avrebbe voluto chiedergli se avesse fame, se avesse freddo. Se volesse un caffè.
I grandi bevevano sempre il caffè.
Il
pomeriggio di Halloween la tata la accompagnò ai giardini, col suo vestitino vaporoso
da principessa Frozen, le trecce lunghe e un po' di trucco sugli occhi. Bella
si sentiva bellissima ed ebbe finalmente il coraggio di parlare al
"bambino grande", che era di nuovo lì.
«Vuoi
un caffè?» chiese con voce timida.
La
capra scosse la testa, con gli occhi che sorridevano dalle fessure. Aveva
magnifici occhi verdi.
«Hai
fame? Vuoi un panino?»
La
capra scosse di nuovo la testa e allungò una mano dalle dita affusolate ad accarezzarle lentamente il viso. Bella
sentì bruciare la pelle dove lui era passato. Aveva unghie corte e pulite.
«Bella,
vieni via di lì!» le gridò la tata dalla panchina e corse verso di lei.
«Dammi
un dollaro, Rose.»
Mentre
la tata cercava nelle proprie tasche, la capra scosse di nuovo la testa. Allora
la bambina allungò a sua volta la manina verso la maschera, restituendo la
carezza. «Non è elemosina. Io guardo ogni giorno la tua arte. E mi piace. Oggi
ti pago.»
I
magnifici occhi verdi sorrisero e la mano accettò quanto offriva la manina di
Frozen-Bella.
«Come
ti chiami, bella bambina?» chiese la voce.
«Bella.
Bella Swan.»
«Bella
Swan, da oggi hai un servitore fedele. Un giorno restituirò la tua cortesia.»
Rose
rise divertita e portò via la bambina che salutava festosa la sua nuova amica
capra-servitore fedele-voce e occhi bellissimi.
«Rose,
cos'è un servitore fedele?»
«Un
uomo che per te farebbe qualunque cosa.»
«Come
un innamorato?»
Rose
le tirò le trecce e le stampò un bacio sulla fronte. «Sei una romantica e
speciale bambina!»
«Crescerò,
-pensava Bella,- e allora verrò a cercarti, mio fedele servitore…»
***
Anni
dopo, la bambina si era trasformata in una bellissima giovane donna con un
lavoro che non le piaceva e una nuova
vita in una nuova città.
«Non
ne posso più di correre tutto il giorno ed essere talmente stanca la sera da
non riuscire nemmeno a trascinarmi in un pub per un drink…,» si lamentava con
la sua amica Lauren.
«Oggi
è Halloween, non lavori. Vieni con me.»
«Dove?»
«In
un centro benessere. Fanno dei massaggi che ti rimettono al mondo…»
Mezz'ora
più tardi si era già pentita: seduta nella hall, aspettava il suo turno
ascoltando annoiata le chiacchiere di un paio di quarantenni che si
raccontavano gossip condominiale.
Avrebbe voluto uccidersi con la chiave dell'auto.
«Signorina
Swan?»
Schizzò
grata nella stanza, seguendo l'inserviente a velocità supersonica.
La
fecero spogliare, allungarsi su un lettino morbidissimo, le spalmarono fieno
caldo sulla schiena e sulle gambe. Poi le dissero di rilassarsi e Bella lo
fece. Si addormentò.
Sognò
un uomo sconosciuto dai sorprendenti occhi verdi che le accarezzava la pelle
con mani gentili ma calde ed esigenti. Che le profanava la carne e i pensieri.
Che le parlava con un tono basso e ipnotico. Con cui non aveva inibizioni legate
all'educazione ricevuta, né sciocche resistenze convenzionali.
Sognò
che lo voleva. Che quelli mani non le sembrassero invasive, ma solo tenere. Che
quella voce non fosse da molestatore ma da innamorato.
Sognò
un orgasmo travolgente prodotto solo da quelle mani e da quella voce.
Poi
si svegliò. E rimase di pietra. Non aveva sognato un orgasmo. L'aveva proprio
avuto.
Si
girò per scusarsi con la massaggiatrice, in preda a un imbarazzo assurdo…E rimase di pietra ancora una volta.
In
piedi sopra di lei, con un sorriso da mozzare il fiato e due occhi più verdi
della foresta amazzonica, c'era un uomo bellissimo.
«Io…io…Non
so cosa dire…Sono desolata…»
Quello
era senza parole e nemmeno sorrideva più.
«Tu?
Sei davvero tu?»
«Scusa
ma… Temo di non sapere chi tu sia…»
La
voce però… Quegli occhi… Cristo! Chi poteva essere?
«Tu
sei di San Diego?»
«Sì.
Come fai a …?» L'accento, certo. Che stupida.
«E
avevi un bellissimo vestitino da Frozen, anni fa?»
«Sì,
ma…»
«Andavi
al parco con la tua tata e passavi sempre davanti a un cretino travestito da
capra che faceva divertire i bambini.»
Oh.
Mio. Dio. «Sei tu? Il bambino grande?»
Lui
rideva ora. «Bambino grande? Mi chiamavi così?»
«Sì.
Avevo una cotta incredibile per te…»
Divennero
seri. Lui allungò la mano per una carezza. «Hai ancora la pelle di pesca di
allora…»
Era
ipnotizzante, nei gesti e nella voce. Ed era l'uomo più bello che lei avesse
mai visto.
«Hai
mantenuto la promessa…Mi hai restituito una cortesia.»
Lui
rise di nuovo. «Credo che stavolta la cortesia sia stata reciproca, mia
carissima Bella…»
«Ricordi
ancora il mio nome?»
«Già.»
«Mentre
io non so il tuo…»
«Edward
Cullen. Per servirla, signorina.»
Si
erano ritrovati. Lo spiritello dispettoso di Halloween li aveva fatti
incontrare di nuovo, ad anni e chilometri di distanza da quel primo incontro,
in quello stesso giorno.

Bellissima!!! Mi è piaciuta da morire! Un'intera storia in poche righe e così ricca di sentimento! Bella, precisa e tenera!
RispondiElimina-sparv-
Romantica come piace a me!!! Sembra una favola!!! Complimenti!!!
RispondiEliminaAleuname.
Avevo il terrore che "il bambino grande" facesse del male alla piccola quando lo avvicinava...ho dovuto sospendere un attimo la lettura per prendere coraggio..invece è stato dolcissimo.
RispondiEliminaBella l'idea, bella la trama, bello il finale. Brava!
Dolcissima e romanticissima. Se si è destinati a stare insieme non c'è spazio e tempo che lo possa impedire. E un gesto, una parola, un sorriso segnano l'anima per sempre.
RispondiEliminaBellissima davvero!!!
Magica, piena di gentilezza e di magia. Non tanto nel ritrovarsi dopo tanti anni dei protagonisti (quanti anni di differenza tra i due? da artista di strada a massaggiatore erotico?), quanto nella fiducia piena di gioia e stupore della bambina che sa guardare nell'anima di un saltimbanco attraverso i suoi occhi onesti e rispettosi.
RispondiEliminaTenerissima! La me romanticona ha molto apprezzato!!!!! Per una volta Bella mi è simpatica!!
RispondiEliminaBravissima!
Punti 1
RispondiEliminaPoetica, dolcissima, scritta in modo magistrale, originalissima. Complimenti davvero, ma se sei chi penso...non c'è da stupirsi!
RispondiEliminae mi mancava da morire un po di sano romanticismo.
RispondiEliminaMeraviglisa
Grazieeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee
JB
Simpatica! Voto 1
RispondiEliminaVoto 3. Continua a tornarmi in testa questa storia, ed è dolcissima.
RispondiEliminaVOTO 1
RispondiEliminaCiao! Bellissima storia, molto magnetica e romantica, scritta da una penna perfetta.
Tutt'e tre le storie che ho scelto sono pari merito. Infatti ho dato a tutte un voto su un mio quaderno e le tre che ho scelto hanno lo stesso voto, il più alto, per un motivo o per un altro. Mi dispiace seriamente darti solo un voto e ridurre questa piccola perla a un terzo posto, ma non posso fare diversamente. Ciò non toglie che, come per tutte le tue storie che ho letto, non la dimenticherò facilmente, sei sempre uno spettacolo da leggere.
-Sparv-
Potrei dilungarmi ore a recensire questa FF.
RispondiEliminaComincio a complimentarmi con te per la partecipazione a questo contest.
Allora, la storia è molto, molto, molto piacevole da leggere. L'idea è originale.
Mi è piaciuta tantissimo. L'immagine del bambino grande con gli occhi verdi non me la leverà mai nessuno dalla mente. Brava.
Aly
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
RispondiElimina3 PUNTI
RispondiEliminaQuanto è romantica questa storia!
RispondiEliminaCi voleva questo in mezzo a tante storie dove regna sovrano il cupo.
Mi è piaciuta tantissimo (a essere onesta mi sono piaciute tutte), la dolcezza della bimba e la sensualità degli adulti.
Non ho ben capito quanti anni ha Edward quando "restituisce il favore", ma io l'immagino sempre giovane e sexy.
Complimenti.
Il mio voto è 3
RispondiEliminaAaawww :3 ma che tenerezza!!
RispondiEliminaLe adoro le storie così... quando loro si incontrano da bambini e poi il destino li fa re-incontrare da grandi!!
Sei sta fantastica!! :)
Bellissima anche questa!
RispondiElimina