Sono passate due
settimane. Due stramaledettissime settimane da quando quel bastardo ubriaco ha
ucciso Edward.
Sposati da poco,
avevamo mille progetti, viaggi da fare, figli da mettere al mondo. Saremmo dovuti
diventare vecchi insieme e noiosi insieme
e nonni insieme. Avremmo dovuto fare l’amore e poi litigare e poi fare di nuovo
l’amore mille volte. Invece niente.
Quella sera avrei
dovuto esserci anch’io su quella dannata macchina; sono viva solo a causa
dell’influenza che mi ha impedito di accompagnare Edward a ritirare il suo
premio come migliore broker dell’anno. E ora sono qui, da sola, a piangere
sulla sua tomba. Come ogni santissimo giorno in questo schifoso cimitero. Fino
a sera.
Il sole se n’è andato
da un po’, lasciando spazio al buio. Ma il buio più cupo è quello dentro di me,
non quello tutto attorno.
La civetta ha appena
intonato il suo canto di morte.
La campana del
cimitero, che avvisa le anime perse come me della chiusura di questo luogo, è
suonata da almeno venti minuti. Credo sia ora di lasciare mio marito. Ogni
giorno è uno strazio andarmene.
Le ginocchia mi
dolgono mentre mi alzo dal freddo marmo della sua tomba; sgranchisco le gambe
con qualche calcio e muovo il primo passo. Devo aver impigliato i lacci delle scarpe
da ginnastica da qualche parte perché mi sento tirare il piede verso il basso.
L’urlo che lancio
quando i miei occhi vedono ciò che mi sta trattenendo rompe con forza il
silenzio sacro di questo luogo.
Due mani scheletriche si sono aggrappate
alla mia caviglia. Altre due stanno sbucando dalla terra e mi acchiappano
l’altro piede salendo fino al polpaccio, mentre io non so far altro che urlare
schifata e in preda al terrore.
Tutto diventa
completamente nero quando mi sento stringere e tirare con forza verso un buco che
si apre sotto ai miei piedi. Le dita camminano lungo le mie gambe, sento il
loto tocco freddo e duro. Stringono e fanno un male cane, mentre penetrano
nella mia carne emi trascinano sempre più giù.
La mia bocca è
spalancata, ma non vi esce più alcun suono. E’ come quegli incubi in cui vuoi
urlare, ma non puoi. Sei muta.
Sprofondo in una
sorta di tunnel mentre annaspo muovendo freneticamente le mani alla ricerca di
un qualsiasi appiglio. Non vedo assolutamente niente. Solo freddo, buio e urla
mute. Le mie.
All’improvviso vengo
schiantata con forza su una superficie orizzontale. Mi alzo di scatto e spalanco
gli occhi. Sotto ai miei piedi mucchi di ossa e crani senza nome. Alzando lo
sguardo scopro di essere circondata da esseri riprovevoli che sembrano cadaveri
dell’obitorio. Una moltitudine di candele, tutte appese alle pareti di quella
che sembra una grotta, mi permette di osservare questa scena da film horror.
I morti sono
immobili nel corpo e nelle espressioni. Devastati, scarnificati, insanguinati.
Consumati. Vengo scossa dai brividi e dai conati di vomito nel guardarli. D’un
tratto li vedo spostarsi come automi per lasciare spazio ad uno di loro che
avanza. E’ subito seguito da un essere che indossa una lurida tunica nera, il
cappuccio che indossa e il capo chino nascondono il suo volto, tuttavia non ho
alcuna curiosità di vederlo. Sulla sua schiena noto una falce scintillante
sporca di sangue fresco.
Non servono
troppi ragionamenti, è sufficiente lasciar campo all’intuito per capire chi
quell’individuo sia. La bastarda Morte.
L’essere
leggermente putrefatto che viene verso di me indossa un abito elegante. Uno
smoking che pende in vari punti, completamente imbrattato di sangue secco. Indietreggio
terrorizzata fino a toccare con la schiena la gelida parete della grotta.
Quando mi arriva
davanti ansimo, consapevole di non avere alcuna via di fuga. Il morto avvicina
le sue dita prive di carne al mio volto senza toccarlo e rischio di svenire
quando pronuncia il mio nome.
«Bella». Oh mio Dio
è la voce di Edward. L’essere incappucciato lo ammonisce con una voce gutturale
che arriva direttamente dall’oltretomba.
«Due minuti».
Tutti i corpi si
radunano dietro alla figura con la falce, richiamandomi alla mente l’immagine
di un mucchio di blatte che scappano alla comparsa della luce.
«Bella» parla l’essere di fronte a me,
mentre avvicina le dita alle mie labbra, nuovamente senza sfiorarle. Le sue
sembianze cambiano riportandolo velocemente ad essere di nuovo il mio Edward.
Mio marito. Mi viene da piangere e tento di abbracciarlo, ma lui mi ferma
deciso con una mano a mezz’aria, «Ferma Bella! Non farlo! » Mi blocco scioccata. Poi
continua «ai morti di morte violenta o improvvisa viene lasciato un ultimo
desiderio. Io ho chiesto di poterti dare un solo, ultimo bacio. Ma tu non puoi
toccarmi. Non devi farlo, amore mio. O diventerai sua serva, come tutti loro» conclude indicando con il
capo le entità ancora nascoste dietro la Morte.
Annuisco. Il
groppo in gola mi blocca le vie respiratorie, ma non ho alternative. Ho per
un’ultima volta Edward davanti a me, potrò almeno salutarlo. Potrò lasciarlo
andare, forse, dopo.
Il mio volto è
rigato di lacrime quando si avvicina alle mie labbra. Le sue sono gelide e
dure. Poggia le mani ai lati delle mie spalle. Non è il bacio che di solito mi
dava, ma andrà bene. Andrà benissimo.
Sento un forte morso
al labbro e mi viene spontaneo ricambiarlo. «Addio mia adorata»…
Il freddo
pungente mi fa aprire gli occhi. Sono ancora in cimitero, distesa sulla tomba di
Edward. Mi guardo intorno, ma trovo solo il silenzio e le cupe ombre delle
lapidi a farmi compagnia. Ho sognato tutto.
Mi alzo con
fatica e sento un dolore alle caviglie. Deve essere stata la scomoda posizione
in cui ho dormito.
Porto una mano
sulla gamba e alzo i pantaloni per massaggiarmi.
Quando abbasso il
calzino trovo dei segni rosso sangue impressi nella mia carne come fossero dei
tatuaggi.
Controllo l’altra
gamba. Anche lì impronte lunghe e secche circondano la mia caviglia, salendo
minacciose fino al polpaccio.
La mia mano si
sposta d’istinto verso la bocca che
sento gonfia.
I miei occhi scoprono
le mie dita sporche. Di sangue fresco.
«Edward! » il mio
grido riecheggia straziante contro le tombe e il cielo di questa notte
maledetta.

oddio mi è piaciuta da morì!!!
RispondiEliminabellissima la descrizione dell'oltretomba e bello il loro contatto!!! il finale poi, è perfetto!!!
bravissima!!!
-sparv-
Bella anche questa!!! Straziante e molto intensa!!! L'ho adorata,complimenti!!!
RispondiEliminaAleuname
Certo che ne avete di fantasia!!!
RispondiEliminaE' veramente bella questa... perché è vero: quando si perde qualcuno in maniera improvvisa si desidera sempre avere un momento in più... complimenti...
Bella, straziante e disperata. Un ultimo contatto che non lenisce e non consola, ma morde, come il dolore. Brava!
RispondiEliminaMa allora avete proprio deciso che la vita dev'essere una sfiga! Altra morte violenta! Ma poveri disgraziati questi due, tutti che vogliono dividerli per l'eternità!
RispondiEliminaMi è molto piaciuta la descrizione della coorte dei morti e l'immagine della morte e mi intenerisce Edward che come ultimo desiderio chiede di poter baciare la sua Bella (magari poteva pensare a qualcosa di più succulento già che c'era). Racconto molto gotico.
Ma è bellissima questa storia!!! Sei una grande! Mi piacciono da morire queste cose strazianti drammatiche e....senza soluzione!!!!
RispondiEliminaBrava davvero!!!!
L'ultimo bacio però......Poteva essere l'ultima trombata, dai!!!!! Ahahahhahahaha!! Non farci caso...io sono semre io!!!!
Qui devo chiedere il risarcimento danni! A parte la descrizione dettagliata dei cadaveri che non mi piace solo perché é ben scritta che riesco immaginarmi i defunti.
RispondiEliminaTragica fine e qui mi dovresti rimborsare di fazzoletti
Interessante questo regno della morte... interessante anche che Edward, bene o male, riesce a vincere anche con la signora con la falce, rubando l'ultimo bacio alla sua Bella.
RispondiEliminaBelle descrizioni, sia del luogo che degli zombie e ovviamente delle sensazioni di Abbella.
Grazie e complimenti.
JB
Meglio due minuti che niente!
RispondiEliminaVoto 1. Mi hai colpita davvero con questo dramma. Brava e grazie!
RispondiEliminaVOTO 2
RispondiEliminaCiao! Anche questa storia mi è rimasta nel sangue (sangue ci sta meglio di cuore in questo frangente) e mi è piaciuto tutto, dall'inizio alla fine. E' una storia davvero halloweeniana e sei stata bravissima a mescolare amore, crudezza e brivido.
Complimenti!
-Sparv-
Ci ho pensato a lungo, ero parecchio indecisa... Ma questa di sicuro merita dei punti.
RispondiEliminaTi do 2 punti.
E' spaventosa, un dramma pazzesco che ti entra nel sangue. E' capitato più volte anche a me di trovarmi al cimitero con la nebbia d'inverno, quando alle cinque è già buio pesto, l'ansia che ho provato in quei momenti è stata assurda. Per quello, ad un certo punto della tua storia, ho dovuto fare una pausa. Hai reso chiara e forte l'idea. Molto molto molto brava.
Il risveglio poi, con l'urlo, uno strazio infinito.
Complimenti
ALy
PUNTO 1
RispondiEliminaQuesta storia ti prende il cuore. Sei stata bravissima nel riuscire a esprimere tanto in pochissime righe, non so se ci riuscirei.
RispondiEliminaMille complimenti davvero.
Il mio voto è 1
RispondiEliminaBellissima... mi ha anche fatto piangere.
RispondiEliminaL'Amore che supera anche la Morte... peccato che Edward e Bella si siano re-incontrati per poco tempo.
Voto 2!!
AHHHHHHHHHHHH! Brava... però ecco... a parte la storia che è assai evocativa ed efficace nella sua anima cupa e straziante, io proprio detesto le immagini di mezzi morti, scheletri e zombie... Mi ha fatto senso anche il bacio, lo ammetto... Però la storia è davvero efficace! Complimenti! Cristina.
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