I
fantasmi non esistono, questo è ciò che la maggior parte delle persone pensa;
se si crede di aver visto qualcosa e ne si parla, sei ritenuto un pazzo.
"È solo autosuggestione" dicono. Lo pensavo anche io, prima di
trasferirmi in questa piccola e piovosa cittadina di nome Forks, insieme alla
mia famiglia. Lo credevo, prima di andare a vivere in questa vecchia villa
isolata, in mezzo alla foresta; era una villa in stile coloniale, dipinta di
bianco, un po' malandata... quando arrivammo l'erba del giardino intorno era
ancora alta e all'interno i mobili erano coperti dai teloni di plastica.
C'erano polvere e ragnatele. Un inizio con i fiocchi, pensai ironicamente, cosa
c'è di meglio di un trasferimento dalla calda California ad un paesino umido,
con la famiglia, in una villa chiaramente abbandonata da anni?
Bella,
la mia sorellina, ne era entusiasta a differenza di me; avrebbe avuto la
possibilità di sbizzarrirsi, far arredare la sua cameretta come voleva con
tutte le creature mitologiche che lei tanto amava. Fate, draghi, maghi, elfi,
vampiri, licantropi... mia sorella aveva una spiccata fantasia.
Dopo
qualche mese dal trasferimento, però, cominciarono a manifestarsi strani
fenomeni; oggetti che si spostavano o cadevano, finestre che si aprivano e porte
che si chiudevano, da sole. Io e i miei genitori pensavamo fosse solo una
nostra impressione, voglio dire... chi mai crederebbe che nella nostra nuova
cosa ci fossero strane presenze? Poteva essere il vento, no?
Ma
non mi sfuggivano i mormorii della gente, in giro per strada e a scuola. Li
sentivo dire che la nostra cosa fosse posseduta dai fantasmi e che noi eravamo
le prossime vittime.
Fantasmi?
Vittime? Una casa stregata? No, è impossibile.
I
fantasmi non esistono, continuavo a ripetermi. I nostri compaesani erano solo
molto superstiziosi... tutto qua.
Eppure...
c'era qualcosa che non andava... troppe cose strane; dopo qualche tempo
cominciai a sentirmi come osservata... mi sembrava di vedere delle ombre e di
udire dei passi.
Ma
era Bella che mi preoccupava di più. Ogni tanto la vedevo giocare e parlare da
sola; diceva che aveva fatto amicizia con una bambina... una sua nuova amica,
ma né io né i nostri genitori la vedevamo.
Mamma
e papà cominciarono a credere che Bella avesse così tanta fantasia da crearsi
un'amica immaginaria.
Inizialmente
ero d'accordo con loro, tuttavia gli inquietanti fenomeni che si manifestavano
sempre, sia di giorno che di notte, e le dicerie dei paesani mi dava da
pensare. Si trattava di Poltergeist? Oppure eravamo perseguitati dai fantasmi?
Dovevo
indagare.
Insieme
a Bella, andai in giro per Forks – papà e mamma insistettero che avrei dovuto
portarmela dietro, forse perché anche loro non erano così sicuri che la sua
nuova amica non fosse tanto immaginaria – e cercai di raccogliere più
informazioni possibili; chiesi a chiunque... gli abitanti erano restii a darmi
queste informazioni, probabilmente impauriti, ma fu quando parlai con Emmett
Cullen che ci fu la svolta.
Emmett,
un mio coetaneo con la stessa stazza di un giocatore di football
professionista, forse non aveva così paura come gli altri e decise di darmi una
mano. Quando andammo a casa sua, ebbi modo di conoscere Edward, il suo
fratellino di cinque anni, e io ne approfittai per far distrarre mia sorella.
Pensavo
che così io ed Emmett potessimo parlare in tranquillità, senza quel timore che
Bella parlasse di nuovo con quella bambina.
Emmett
mi disse che la villa nella quale mi sono trasferita fu luogo di uno dei più
sanguinosi massacri che Forks ricordi: una ventina di anni fa il Mr Marcus
Masen, una figura di spicco della comunità, prese un'ascia e massacrò i suoi
genitori, sua moglie Didyme e i suoi due figli, Jane ed Alec, uccidendoli e
facendoli a pezzi.
Al
solo pensiero inorridii, ma almeno ora sapevo cosa era successo. Questo però
ancora non spiegava il perché degli strani fenomeni.
«
Quella casa fu teatro di un vero e proprio film dell'orrore » mi disse il
ragazzo di fronte a me « Mi stupisce che l'abbiano messa in vendita; nessuno è
mai entrato lì dopo che i Masen sono morti, a parte la polizia per gli
accertamenti del caso. E i domestici che ripulirono il sangue. I paesani ne
furono così sconvolti che non ci andarono neanche per mera curiosità. Marcus
Masen fu arrestato ma durante l'interrogatorio non faceva altro che farfugliare
frasi sconnesse. Diceva che furono i demoni e Satana ad ordinargli lo sterminio
della propria famiglia. Ovviamente la polizia non gli credette tuttavia fu
ritenuto insano di mente e fu internato in un manicomio. Nessuno ebbe più sue
notizie... sparì nel nulla. C'è la possibilità che sia morto, chi può dirlo. »
«
Non sapevo che la villa fosse luogo di eventi così orribili; credo che nemmeno
i miei lo sapessero. Non penso che qualcuno comprerebbe una casa con una storia
simile. » poi mi venne l'illuminazione. « È possibile che quelle presenze siano
i fantasmi dei Masen? »
Emmett
annuì « Sì, è una possibilità. Come ho detto, nessuno è più entrato tuttavia la
gente mormora... quella casa è considerata infestata. »
Senza
nemmeno che me ne accorgessi, si fece molto tardi. Era già il crepuscolo.
«
È ora di tornare a casa. Grazie per tutto Emmett. »
«
È stato un piacere » sorrise.
Prima
che mia sorella ed io ce ne andassimo, Emmett mi bloccò. « Rosalie, permettimi
di accompagnarti. È buio fuori e... non vorrei che ti succedesse qualcosa. »
«
D'accordo »
E
così, tutti e quattro – Edward venne con noi – ci incamminammo verso ex villa
Masen. Quando giungemmo però ebbi una strana sensazione. C'era qualcosa che non
andava, me lo sentivo. Entrammo, ma ciò che vi trovai mi sconvolse a tal punto
che cacciai un urlo agghiacciante.
In
salotto, riversi a terra, c'erano i miei genitori. Coperti di sangue e con
un'espressione terrorizzata in volto. Emmett venne subito in mio aiuto.
«
Mio Dio... qua le cose stanno peggiorando... dobbiamo andarcene e subito! »
«
No... no... » ero tanto scossa che non riuscivo a formulare un pensiero
coerente. Ma mi diedi una svegliata. Emmett aveva ragione, non potevamo stare
un minuto di più qui. Però... dov'erano finiti mia sorella ed Edward?
Forse
ho parlato a voce alta perché Emmett mi rispose « Erano vicino a me, poi tu hai
urlato e... sono corso da te. »
«
Oh no, Em dobbiamo trovarli, assolutamente! » lui annuì, pertanto uscimmo da
casa e girammo per il giardino. Era quello l'ultimo posto dove erano ma non li
trovavamo. Da nessuna parte. Poi Emmett ed io sentimmo delle risatine,
cristalline ed infantili; ci guardammo, questi erano Edward e Bella! Le risa
provenivano da un capanno dietro la villa.
Entrammo
e, finalmente, potevamo ricongiungerci ai nostri fratellini. Tuttavia non erano
soli; altri due bambini erano nella stanza. Erano pallidi - quasi traslucidi -
vestiti di bianco e a piedi nudi. Qualcosa in loro mi diceva di stare alla
larga. Io ed Emmett capimmo: quei due bambini erano fantasmi. Ma era ciò che
c'era dietro di loro mi faceva davvero paura. Una chiazza nera come la pece si
ingrandiva sempre di più e sembrava ribollire di qualcosa. Ma che diavolo...
che fosse l'entrata per l'Oltremondo?
Nonostante
avrei tanto voluto capirci di più, non c'era più tempo. Dovevamo andarcene, in
fretta. Cercammo di convincere Bella ed Edward, ma loro volevano stare con i
loro amici. Santo cielo, dunque l'amica immaginaria di Bella altri non era che
Jane! Ci volle qualche minuto e finalmente i due bambini si convinsero a
seguirci. I fantasmi che uscivano da quella chiazza però non ci volevano
lasciare in pace. Ad Emmett però venne un'idea « Temo che non ci sia altra
scelta, Rosalie. Dobbiamo dar fuoco alla casa. Forse in questo modo riusciremo
a risolvere questa situazione... »
Ero
d'accordo, forse appiccare un incendio era l'unica soluzione. Cercammo benzina
e fiammiferi. Li trovammo e gettammo la benzina intorno la casa e il capanno.
Accendemmo i fiammiferi e io, Emmett ed i nostri fratelli guardammo la casa
bruciare.
E
così Bella ed io ci abbracciamo, sostenendoci a vicenda. Avremmo ricominciato
una nuova vita, libere da qualsiasi persecuzione. Ma piangemmo a lungo. Le
lacrime non si arrestavamo; avevamo perso i nostri genitori ed ora sarebbe
stato tutto un'incognita.
Cosa
avremmo fatto d'ora in poi?
Di
certo, questo potevamo scoprirlo solo vivendo.

E invece Alec e Jane andarono con loro! :D no, scherzo, questa storia è il classico dell'orrore e mi chiedo da sempre se il vero orrore siano i bagni di sangue a cui si assiste in queste storie, oppure il casino che questo provoca nella testa di chi rimane...
RispondiEliminaBrava!
-sparv-
Mamma mia... stanotte avrò gli incubi. Le storie horror mi mettono sempre l'ansia.
RispondiEliminaBrava, devi essere un'assidua spettatrice di film mostruosi...
Devo farti i complimenti perchè l'horror non è il mio genere preferito ma tu hai creato una storia davvero bella ed aavvincente!!! Bravissima!!!
RispondiEliminaAleuname.
Mamma mia che ansia! Anch'io non sono amante dei film horror proprio perché mi mettono un'ansia pazzesca...e tu l'hai riproposta benissimo! Brava!
RispondiEliminaPremessa: detesto l'horror, non so gestirlo emotivamente. Ho capito già molti anni fa che l'unico modo per dormire senza essere incalzata da incubi è girare molto alla larga da qualunque film di questo genere. Il bando si estende di solito ai racconti/romanzi. Anyway. Innovativa l'idea di fare di Bella ed Edward due bambini piccoli che provano comunque una spinta reciproca a stare insieme, anche solo per giocare. Apprezzabile (dal punto di vista di una fifona) il tentativo di razionalizzare le paure e trovare spiegazioni plausibili agli strani fenomeni che rendono inquietante la vita dei neoinquilini. Odiosi gli abitanti del luogo che parlottano, ma non avvisano i malcapitati del pericolo. Liberatoria l'idea finale del grande rogo purificatore e un enorme sollievo per il fatto che i due piccoli non si fanno affascinare dal grande gorgo pronto ad inghiottirli e a trasferirli nell'oltremondo.
RispondiEliminaAccidenti se è horror questa storia! Trasuda horror da ogni riga!
RispondiEliminaBravissima! In pieno tema contest!
Mamma che paura! Brava, un vero film horror condensato in poche righe...ma se stanotte sogno male ti vengo a cercare!
RispondiEliminaWow
RispondiEliminae questa ci sta veramente tutta, in perfetto stile halloween.
Non posso dire altro perché è perfetta.
Complimenti e grazie
JB
il mio voto
RispondiElimina3
Brava JB
Ecco neanche questa l'ho capita
RispondiEliminaCiao, questa storia è proprio terrificante e adatta per Hallowen. Complimenti, mi piace. Se proprio devo cercare qualcosa che non va sono le dimensioni della scrittura...ma forse sono io che sono una talpa
RispondiEliminaLa brevità delle storie di questo contest mi permette di poterle leggere senza farmi venire i brividi. Ma le ho lette di giorno, mai di sera. Sono troppo impressionabile e di notte tendo a ricreare ogni cosa che leggo centuplicata come sensazioni. Questa è l'ultima che ho letto. Per prima cosa ti faccio i miei complimenti per esserti messa in gioco, non era semplice da portare avanti. Probabilmente se avessi avuto più spazio di scrittura la storia sarebbe stata più approfondita e ancora più paurosa. C'è quel che di horror che mi mette angoscia. Ce n'è parecchio. Ho alcune annotazioni però: non mi suonano benissimo alcuni tempi verbali e data la brevità della storia mi sarei concentrata a rendere paurosi pochi momenti, senza tutto il preambolo che ci sta attorno. Così, secondo me, ha perso un pochino.
RispondiEliminaMa temo che sia solo un discorso di lunghezza, se avessi potuto scrivere quanto volevi a quest'ora non ero qui per recensire!!!
Complimenti.
Aly
Trama già sentita nel genere horror, ma mi è piaciuto come l'hai scritta.
RispondiElimina2 Punti per te
Anche questa è davvero bella. Horror allo stato puro.
RispondiEliminaMi è piaciuta anche l'idea di descrivere Bella e Edward come due bambini, che resteranno traumatizzati a vita ma va bene lo stesso :D
Compliementi.
VOTO 3
RispondiEliminaMi è piaciuta!
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