«E' la nostra occasione. Tutto il resto non
conta. E' la nostra occasione. Ce la posso fare. E' la nostra occasione.»
Edward si guardava allo specchio del camerino improvvisato, lisciandosi
schifato la tutina aderente e argentata che lo rivestiva
come una seconda pelle.
«Ma
secondo te io conciato così, ndo' vado?», diceva all'amico, vestito anche lui
della stessa lycra da due soldi, ma dorata. Faceva persino rumore di carta,
mentre si muovevano.
«Esattamente
dove vado io. Ovvero dove osano le aquile.»
Uno
schiaffo forte gli arrivò sulla nuca mentre stava ancora parlando. «Te sei
proprio scemo, altro che aquile.»
«Alle
donne piacciono le aquile, amico, vedila così.»
«Vestite,
cioè…mo' vestite è un parolone, d'oro e d'argento?»
«Aquile
preziose, no? »
Un
altro scappellotto fu la risposta. «Manco ci arriveremo alle donne! Ci stuprerà
prima una mandria di biker scatenati senza manco toglierci ste tutine ridicole!
Cazzo, ma perché ti do retta, io? »
«Perché
sono il tuo migliore amico, ergo la parte migliore di te, bro. E piantala con
ste mani! Mi sta venendo mal di testa! »
«Quello
è la birra.»
«Ma
se ne ho bevute solo sei?»
Edward
alzò gli occhi al cielo. «Esci per piacere, prima che ti disfo a schiaffi.»
«Si
va in scena!» recitava invece l'altro, disinvolto e rilassato, lanciandogli la
maschera argentata col simbolo della luna stampato sulla fronte.
I
due camminavano affiancati nel corridoio del locale dove partecipavano alla
serata Talents for Halloween, puntando al rumore che proveniva dalla sala,
gremita di pubblico pagante.
«Gesù
Cristo, senza qualcosa a coprirmi la faccia non potrei mai farcela. Mi sento un
imbecille…»
«Tu
sei un imbecille, buddy, anche senza tutina argentata e maschera. Piuttosto
ricordati che abbiamo un motivo molto serio per fare ciò, quindi dacci dentro
più che puoi.»
«Me
lo sto recitando ogni secondo da stamattina. Invece tu tieni a mente che se non
raccimoliamo il necessario ti levo dal mondo, alla fine di questa avventura del
cazzo. Se restiamo vivi e col culo intonso.»
«Placati
e abbi fede. So quel che faccio. Il culo ce lo salviamo.»
Edward
era molto scettico e molto preoccupato.
James
ammiccò verso l'amico sculettando apposta nella tutina dorata e calandosi sul
viso la maschera coi raggi, un attimo prima che entrambi venissero spinti su
per la scaletta, al termine della quale li attendeva il palco.
«E che sarà mai? Due sgambettate e tre moine
per…speriamo un numero infinito di serate, se va bene, in cambio di vile ma
potente denaro con cui alla fine comprare la mia bambina luccicante.»
Passava ogni giorno a guardarsela, la sua Gibson Les Paul, lucida e lustra in
quella vetrina. Giusto per essere sicuro che ci fosse ancora, perché di entrare
a comprarla manco a parlarne…
«Ehilà,
Mr Luna, lo show ci chiama! In culo alla balena!», lo spintonò James.
Edward
aveva voglia di ammazzarlo ma sorrise, già sudato come una seppia sotto lo
strato di nylon pesante. Sentir parlare di culo gli destava nuova
preoccupazione. Poi finalmente il buio gli inghiottì paure e pensieri, l'applauso
del pubblico lo rilassò e la musica partì.
I
due mimi fecero il loro spettacolo ironico e fantasioso: il Sole corteggiava
una Luna capricciosa e testarda che non voleva saperne di cedergli il posto e
lo scettro di astro dominante nel cielo. Allenati da mesi di spettacoli sui
marciapiedi, pioggia, vento o afa che fosse, i corpi dei due ragazzi si
muovevano in sincrono sulla musica di Nat Cole. Dopo lo shock iniziale in cui
il pubblico si aspettava uno spettacolo di spogliarelliste e non certo due artisti
di strada, maschi per giunta, lo show fu un successo, valutato in applausi,
fischi e grida. Erano bravi, convincevano. Valevano molto di più di qualche
moneta gettata da passanti distratti.
«Visto?
Il tuo stupido culo è salvo. Ringrazia la mia mente geniale, bro. Due tutine e
il nostro vecchio spettacolino è diventato arte vera.»
Edward
non ci poteva credere: li scritturarono per un mese intero. Li avrebbero
pagati. Avrebbe potuto risparmiare e comprare la sua splendida rossa. «Ti
bacerei dalla gioia.»
«Non
sei il mio tipo, troppi peli. Offrimi una birra piuttosto.»
«Un'altra?
Sei una spugna di merda.»
Ricominciarono
a prendersi a schiaffi, nel solito modo bonario, fino a casa, sotto il ponte
che univa le due sponde del fiume Spoon. Quel fiume li aveva visti crescere,
azzuffarsi, volersi bene, litigare, muovere i primi incerti passi da artisti
nel mondo. Ora li avrebbe visti diventare uomini e afferrare i loro sogni.

Continuo a ridere immaginandomi Edward in tutina aderente... poi se l'occhio cade verso il basso, ahimè il danno è fatto! A parte questo per le prime righe pensavo che l'amico fosse Jacob non James... mi hai stupita. Complimenti
RispondiEliminaoohhh! colpo di classe la parte finale che si riferisce a una delle letture più belle che ho fatto da ragazza <3 !!! Ho amato l'Antologia di Spoon River! grazie di averla ricordata!
RispondiEliminaEd Edward e James secondo me si amano! hahahaahahahah!!!
bellissima!
-sparv-
Bella e divertente!!! Una simpatica storia di amicizia in cui le poche parole in dialetto romanesco danno un tocco di brio in più. brava!!!
RispondiEliminaAleuname.
Mi è piaciuta moltissimo! Belle le battute in romanesco, bella l'idea che l'amico sia James, bella la trama, divertente e ironica. Però ammetto la mia difficoltà a immaginare Edward vestito come uno de Le Tutine di Zelig. Era questa la parte horror, vero?
RispondiEliminaCaspita che fantasia!!!!Non mi sarei mai immaginata un Edward con la tutina sbriluccicosa affianco a James suo amico e fare un balletto!!!
RispondiEliminaNon so come reagirei a vederli davvero...ma mi sa che potrei anche sopravvivere concentrandomi magari su qualche dettaglio ahahahah
Molto molto carina!!!
Carina da morire, divertente e molto originale.
RispondiEliminaMi ha risollevato dall'ansia dei mostri che non sono proprio il mio pane quotidiano. Sono una cacasotto, in poche parole.
Complimenti!!
Ahahaha! Rido da mezz'ora! "Lui" con la tutina argentata...e in più è davvero una situazione originale! Brava!
RispondiEliminaSto facendo la ola! Ma non posso immaginarmelo Ed che si dimena nella tutina aderente argentata! O meglio, se me lo immagino mi inizia a colare la bava, quindi è meglio esercitare una forma di autocensura perché è altamente disdicevole sbavare sulla tastiera del PC (e poi non sono neppure sicura che faccia bene al summenzionato oggetto). E il crepitio? Un colpo di genio.
RispondiEliminaSpiritosa, allegra, divertente, dissacrante, lieve. Ci voleva. Ridere fa bene alla salute.
Le tutine!!!!! Ahahahahahhahaah!!! Ce lo vedo Edward incazzato intutinato crepitante e....bello da morì!!!!
RispondiEliminaGrande!!!!!
Eh sì... sono pronti per realizzare i loro sogni e se vogliono offrirmi una birra mi aggrego volentieri.
RispondiEliminaGeniale il riferimento a SpoonRiver.
Complimenti e grazie
JB
Molto originale! Voto 2
RispondiEliminaNon so se ridere o se piangere!
RispondiEliminaRidere perchè è davvero una storia divertente, fresca e allegra. Piangere perchè immaginare quelle tutine fa ORRORE.
Ecco perchè questa storia per me contiene un elemento horror, quelle tutine mi spaventano! A parte ciò l'idea di base mi è piaciuta parecchio, per lo meno non è morto nessuno!
Storia di Halloween frizzante.
Complimenti per aver partecipato e brava.
Aly
Per fortuna niente morti in questa storia. In compenso troviamo Edward in tutina aderente che non so se sia più eccitante o spaventoso ahahahahahahahahah
RispondiEliminaComplimenti, originalissima.
Bwahahah X"D oddio Edward e James in tutina... mi è difficile immaginarmeli così ma grazie mille per le risate ;D!!
RispondiEliminaBravaaa!!