sabato 31 ottobre 2015

Il principe dei vampiri




Il vecchio Conte si affacciò dai bastioni del suo cadente castello per poter meglio contemplare i lampi che si rincorrevano nel buio della notte, fra lo strepito infernale dei tuoni e il lugubre ululato che saliva dal bosco circostante.
Era stanco, si ritrovò a pensare prima che la pioggia battente lo costringesse a tornare dentro.
Da quanti secoli vagava per le contrade inospitali della Transilvania, spaventando la gente e succhiando il collo delle donne giovani, belle e deficienti al punto da non chiudere mai le finestre, tenere i crocifissi nel portagioie e gettare le teste d’aglio dallo scarico del cesso, nonostante i reiterati consigli delle vecchie comari e del professor Van Helsing, un accidente se lo pigliasse, che se avesse partecipato a un quiz televisivo in qualità di esperto sui vampiri, ne sarebbe uscito fuori miliardario e che invece preferiva rompere gli zebedei a lui e ai suoi simili con tutto l’armamentario di acquasantiere, paletti di frassino e quant’altro?
Un sospiro pesante gli uscì dalla gola. Aveva maturato ormai l’età della pensione e, malgrado i vari governi succedutisi nel paese avessero di volta in volta innalzato il limite minimo per il collocamento a riposo, ormai c’era arrivato.
Ma…
Anche nelle storie di vampiri c’è sempre un ma che rovina tutto quanto.
Il vecchio Conte avrebbe dovuto cercarsi un degno erede, al quale trasmettere il vasto bagaglio delle sue conoscenze e, soprattutto, il ruolo di non trascurabile importanza che si era ritagliato in ambito sociale. Se non ci fosse riuscito, che scusa avrebbero trovato le verginelle tanto vogliose quanto imbecilli, per tenere aperte le finestre anche nelle notti di tempesta? E le mamme, come avrebbero potuto spaventare i figli discoli? Ma soprattutto, chi avrebbe fornito ai registi dei filmetti di serie B l’ispirazione per le loro storie truculente?
In poche parole era l’impossibilità di trovare un successore degno di questo nome che angustiava le giornate del vecchio vampiro. Certo, lui aveva fatto il possibile: le agenzie di lavoro interinale per creature delle tenebre erano state subissate di richieste e una valanga di annunci era comparsa sulle pagine del Nosferatu. Aspiranti al posto di vampiro se n’erano presentati tantissimi. E sì! La disoccupazione era un problema che colpiva anche i succhiasangue, ma nessuno, nessuno, era in possesso dei requisiti richiesti. E se, entro quella notte, il sostituto non fosse stato trovato e ingaggiato, il povero Conte avrebbe dovuto rimandare a data da destinarsi il giorno tanto atteso della pensione.
Ma quella sera, il vecchio Conte era ottimista.
Quello era tempo di magia, pensò tra sé. Era la notte in cui gli spiriti uscivano dai loro recessi e vagavano liberi sulla terra spaventando, come meglio credevano, gli sventurati che fossero venuti a trovarsi sulla loro strada.
Halloween.
Quella notte, qualcuno sarebbe venuto. Ne aveva la certezza quasi matematica.
L’orologio a pendolo aveva appena battuto i cupi rintocchi della mezzanotte, quando bussarono alla porta.
Colui che il Conte si trovò dinnanzi, avvolto nel suo lungo tabarro nero, era probabilmente l’ultimo aspirante sostituto che avrebbe potuto prendere in esame per molto tempo. E mentre la luce dei lampi lo illuminava sinistramente, il vecchio vampiro lo squadrò dalla testa ai piedi… per scoprire che era una meraviglia!
Era un po’ più basso di lui. Niente male se si considerava il fatto che il Conte superava abbondantemente i due metri. Il volto era di una bellezza indescrivibile. Le donne sarebbero diventate ancora più imbecilli e si sarebbero donate al suo morso senza nessuna remora, anzi… All’occorrenza si sarebbe potuto trasformare nel più bell’esemplare di pipistrello mai visto prima, per poter penetrare nottetempo attraverso le finestre socchiuse, nelle virginali stanze dove donne giovani, belle e deficienti lo aspettavano sveglie, spasimando nell’attesa dell’infernale amplesso e del morso fatale.
L’aspirante alla carica di Principe dei Vampiri aveva una stretta di mano stritolatoria e occhi dorati dall’espressione sorniona che scintillavano nel buio come quelli di un gatto, ma il viso dai lineamenti strepitosi era velato da un’espressione cupa e triste. Un mix ideale per affascinare il mondo delle vergini vogliose.
- Qual è il vostro nome? – chiese, invitandolo ad entrare nel castello.
- Edward Cullen, e vorrei… –
- Sì, il posto è vostro! –
- Il posto? Ma… -
- Siete voi il futuro Principe dei Vampiri –
- Ma io… -
- Nessun ma… siete perfetto. Avete tutte le credenziali che servono per sostituirmi… finalmente!! – disse il vecchio Conte, mentre l’occhio gli cadeva involontariamente sul ben provvisto davanti dei calzoni del suo interlocutore.
- Come avete detto di chiamarvi? –
- Cullen… Edward Cullen - rispose il giovane, mentre veniva sospinto nei meandri bui e silenziosi del castello.
Cullen… Cullen… sì, ne aveva sentito parlare di questi Cullen. Una famiglia di vampiri alquanto particolare. Gli era giunta voce che non bevessero sangue umano ma solo animale. Una stronzata! Avrebbe risolto il problema facilmente, ne era certo. Non si era mai visto un vampiro vegetariano. Ma quando mai!! E poi un esemplare così bello doveva fare il vampiro. Ma il vampiro vero, non una presa in giro della razza.
- Da dove venite, Cullen? –
- Da Forks… -
- Mmmh… e come state messi in materia di demoni, mostri e non morti laggiù? Avete una qualsiasi tradizione e background culturale degni di… -
Un tuono apocalittico scosse fin dalle fondamenta il cadente castello, mentre la luce abbagliante dei lampi illuminava la figura elegante del giovane vampiro.
- Adesso basta! – esclamò Edward, fermandosi deciso a non proseguire oltre.
Il vecchio Conte si fermò a guardarlo dritto negli occhi.
Ha carattere il giovane, si disse.
- Non potete scappare al vostro destino – sibilò tra i denti. – Se siete capitato qui è perché siete il prescelto… -
Senza la minima paura, l’aspirante vampiro afferrò il Conte per il bavero del frac e, tenendolo sollevato a un metro da terra, disse:
- Io non voglio essere il vampiro che vuoi tu. Io sono un Cullen e… -
Gli occhi iniettati di sangue del vecchio Conte riuscirono a condizionare la mente del giovane che, lentamente, lo lasciò andare.
Con un profondo sospiro, dopo che i suoi piedi toccarono nuovamente terra, il Conte Dracula cacciò fuori dai polmoni tutta l’aria in essi contenuta. Quindi, senza perdere il suo imperturbabile aplomb, accennò lentamente di sì con la testa: dopo tanto penare, aveva finalmente trovato il vampiro giusto.
- È giunta finalmente l’ora di andare in pensione… gentile amico – fece il Conte, mentre i rintocchi cupi del pendolo segnavano le due del mattino.
Edward annuì lentamente mentre il suo ululato, in qualità di nuovo Principe dei Vampiri, si confondeva con quello dei lupi, echeggiando lugubre per la vallata scossa dai tuoni e flagellata dalla pioggia arrivando alle orecchie dei laboriosi contadini che abitavano nei dintorni del vecchio castello. Pur essendo assopiti nel tepore dei loro giacigli, a quel grido demoniaco e non umano, rabbrividirono fin dentro le ossa.
Quella notte di Halloween fu solo l’inizio…


19 commenti:

  1. Noooo,uffa ero qui che me la ridevo pensando a cosa avrebbe combinato l'erede dei vampiri ed hai concluso sul più bello....

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  2. hahaahahahahahaha!!! meravigliosa!!! geniale! hai unito due miti nel migliore dei modi dimostrando anche di saperne dello scenario del Conte Dracula.Ma il suo tormento interno e la faccenda del pensionamento mi hanno fatto tajà! hahahaahahahahahahah!
    bellissima!
    -sparv-

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  3. Epica!!! ho adorato l'unione tra mistero è humour!!! Adesso vado ad aprire la finestra anche se fa un freddo becco!!! ;)
    Aleuname

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  4. Il pensionamento di Dracula è veramente un'idea geniale! Mi ha fatto morire!!!
    Un punto di vista molto originale, brava!!!!!

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  5. Ah ah ah ah ah ah! Il conte Dracula in prepensionamento non me lo sarei mai aspettato!! Un incontro che mai mi sarei potuta immaginare... l'antitesi che incontra la tesi e, giustamente, il vecchio vampiro lascia spazio al nuovo, al suo erede incontrastato nell'immaginario delle donne non tanto imbecilli, ma consapevoli di ciò che vogliono (oh... devo difendere la categoria no?). Non c'è bisogno neanche di chiedersi che cosa volesse Edward dal conte, è talmente tanto surreale da non sentire l'esigenza di sapere niente di più. In una parola questo squarcio di storia basta a se stessa. Brava e complimenti per la fantasia e l'originalità e... buona pensione a Dracula!!

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  6. Ahaha, veramente divertente, brava! Povero Edward però...chi verrà a salvarlo dal suo destino? Volontarie?!?

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  7. Geniale: il povero vecchio conte Dracula che non ne può più di giovani vergini deficienti è fantastico. Un piccolo gioiellino, ironica, fuori dagli schemi, divertentissima.

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  8. Ahahahahahahahahahahah!!! Il successore del conte Dracula!!! Bellissima anche questa!!!!!!
    Brava davvero! Peccato che non hai continuato! Sicura che non vuoi deliziarci in futuro con una seconda parte?
    In caso, io mi prenoto per leggere e commentare!! Grazie!

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  9. il primo pensiero è stato "noo, parla di Dracula" nel senso che non mi piace leggere di personaggi "che conosco" in un modo in un altro modo.... ma poi...
    Oddio, meravigliosa... pensavo di aver letto male deficienti e invece ahahahahah... effettivamente cazzo, ste vergini so proprio deficienti.
    Povero il nostro conte stanco e che vuole andare in pensione, fantastico... e il povero Edward che rimane incastrato...
    Spassosa, brillante e al contrario di quello che ha detto qualcuna, qui il seguito ci sta e lo hai anche presentato....
    Grazie e complimentissimi

    JB

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  10. VOTO 3

    Ciao! Ho letto queste storie durante la notte di Halloween e tutte mi hanno colpita moltissimo. Ci ho rimuginato sopra finora e non posso non darti i miei 3 punti perchè questa storia racchiude in un breve spazio e tempo una serie di cose importantissime:
    - il classico intramontabile;
    - la fluidità e correttezza del testo;
    - l'ironia delle parole e l'accostamento tra il principe dei vampiri sul serio e quello che noi amiamo svisceratamente.
    Ne è uscita fuori una chicca godibilissima. Ancora rido!
    Bravissima, per me vinci tu!
    -Sparv-

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  11. Forse sono io che sono controcorrente ma... questa storia non mi ha lasciato nulla. E' ben scritta, a tratti divertente, include la tradizione dell'horror di halloween e delle classiche storielle di paura che si raccontano. Per questo mi è piaciuta molto. E' un miscuglio di vecchio e nuovo, tradizionale e moderno, che rende la storia molto piacevole da leggere.
    Mi è piaciuto leggerla, ma non mi ha spaventata, nè fatto paura, nè mi ha lasciato quel segno che serve perchè una storia venga ricordata.
    La tua FF comunque, è godibilissima.
    Mi complimento per il tuo lavoro e per la tua partecipazione, è stata una sfida che hai colto e che hai portato avanti molto bene.
    Complimenti.
    Aly

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  12. Anche questa merita tantissimo. Hai creato un mix di tanti aspetti che in una storia tanto breve non si spererebbe mai di poter trovare e questo probabilmente è ciò che mi ha colpito di più in assoluto.
    Il "passaggio di consegne" è un'idea brillante, il vecchio conte stanco dopo secoli e secoli ci sta splendidamente e Edward... lui sta bene ovunque :D
    Complimenti, storia fortissima.

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  13. Sarò strana, ma questa storia mi ha fatto scompisciare XD dal ridere ovvio!!
    :) che dire... uno scontro tra i Vampiri più in voga.
    Da una parte abbiamo il Vampiro classico, Dracula, dall'altra abbiamo il Vampiro moderno, Edward.
    Nell'immaginario collettivo Dracula è il cattivissimo bevitore di sangue che si nutre di vergini, mentre Edward è quello che invece preferisce salvare vite umane e beve sangue animale.
    Troppo diversi ma entrambi hanno quel qualcosa che sempre ci affascina!
    Sto andando troppo oltre, lo so XD!!
    Comunque, sei stata molto brava :D!!

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  14. Scritta benissimo, ironica e carica di un'atmosfera da classico Vampward! Bravissima!

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