Il
vecchio Conte si affacciò dai bastioni del suo cadente castello per poter
meglio contemplare i lampi che si rincorrevano nel buio della notte, fra lo
strepito infernale dei tuoni e il lugubre ululato che saliva dal bosco
circostante.
Era stanco, si ritrovò a pensare prima che la pioggia battente
lo costringesse a tornare dentro.
Da
quanti secoli vagava per le contrade inospitali della Transilvania, spaventando
la gente e succhiando il collo delle donne giovani, belle e deficienti al punto
da non chiudere mai le finestre, tenere i crocifissi nel portagioie e gettare
le teste d’aglio dallo scarico del cesso, nonostante i reiterati consigli delle
vecchie comari e del professor Van Helsing, un
accidente se lo pigliasse, che se avesse partecipato a un quiz televisivo
in qualità di esperto sui vampiri, ne sarebbe uscito fuori miliardario e che
invece preferiva rompere gli zebedei a lui e ai suoi simili con tutto
l’armamentario di acquasantiere, paletti di frassino e quant’altro?
Un
sospiro pesante gli uscì dalla gola. Aveva maturato ormai l’età della pensione
e, malgrado i vari governi succedutisi nel paese avessero di volta in volta
innalzato il limite minimo per il collocamento a riposo, ormai c’era arrivato.
Ma…
Anche
nelle storie di vampiri c’è sempre un ma che rovina tutto quanto.
Il
vecchio Conte avrebbe dovuto cercarsi un degno erede, al quale trasmettere il
vasto bagaglio delle sue conoscenze e, soprattutto, il ruolo di non
trascurabile importanza che si era ritagliato in ambito sociale. Se non ci
fosse riuscito, che scusa avrebbero trovato le verginelle tanto vogliose quanto
imbecilli, per tenere aperte le finestre anche nelle notti di tempesta? E le
mamme, come avrebbero potuto spaventare i figli discoli? Ma soprattutto, chi
avrebbe fornito ai registi dei filmetti di serie B l’ispirazione per le loro
storie truculente?
In
poche parole era l’impossibilità di trovare un successore degno di questo nome
che angustiava le giornate del vecchio vampiro. Certo, lui aveva fatto il possibile:
le agenzie di lavoro interinale per creature delle tenebre erano state
subissate di richieste e una valanga di annunci era comparsa sulle pagine del Nosferatu. Aspiranti al posto di vampiro
se n’erano presentati tantissimi. E sì! La disoccupazione era un problema che
colpiva anche i succhiasangue, ma nessuno, nessuno,
era in possesso dei requisiti richiesti. E se, entro quella notte, il sostituto
non fosse stato trovato e ingaggiato, il povero Conte avrebbe dovuto rimandare
a data da destinarsi il giorno tanto atteso della pensione.
Ma
quella sera, il vecchio Conte era ottimista.
Quello era tempo di magia, pensò tra sé. Era la notte in cui gli spiriti
uscivano dai loro recessi e vagavano liberi sulla terra spaventando, come
meglio credevano, gli sventurati che fossero venuti a trovarsi sulla loro
strada.
Halloween.
Quella
notte, qualcuno sarebbe venuto. Ne aveva la certezza quasi matematica.
L’orologio
a pendolo aveva appena battuto i cupi rintocchi della mezzanotte, quando
bussarono alla porta.
Colui
che il Conte si trovò dinnanzi, avvolto nel suo lungo tabarro nero, era
probabilmente l’ultimo aspirante sostituto che avrebbe potuto prendere in esame
per molto tempo. E mentre la luce dei lampi lo illuminava sinistramente, il
vecchio vampiro lo squadrò dalla testa ai piedi… per scoprire che era una
meraviglia!
Era
un po’ più basso di lui. Niente male se si considerava il fatto che il Conte
superava abbondantemente i due metri. Il volto era di una bellezza
indescrivibile. Le donne sarebbero diventate ancora più imbecilli e si
sarebbero donate al suo morso senza nessuna remora, anzi… All’occorrenza si
sarebbe potuto trasformare nel più bell’esemplare di pipistrello mai visto
prima, per poter penetrare nottetempo attraverso le finestre socchiuse, nelle
virginali stanze dove donne giovani, belle e deficienti lo aspettavano sveglie,
spasimando nell’attesa dell’infernale amplesso e del morso fatale.
L’aspirante
alla carica di Principe dei Vampiri aveva una stretta di mano stritolatoria e
occhi dorati dall’espressione sorniona che scintillavano nel buio come quelli
di un gatto, ma il viso dai lineamenti strepitosi era velato da un’espressione
cupa e triste. Un mix ideale per affascinare il mondo delle vergini vogliose.
-
Qual è il vostro nome? – chiese, invitandolo ad entrare nel castello.
-
Edward Cullen, e vorrei… –
-
Sì, il posto è vostro! –
-
Il posto? Ma… -
-
Siete voi il futuro Principe dei Vampiri –
-
Ma io… -
-
Nessun ma… siete perfetto. Avete tutte le credenziali che servono per
sostituirmi… finalmente!! – disse il vecchio Conte, mentre l’occhio gli cadeva involontariamente
sul ben provvisto davanti dei calzoni del suo interlocutore.
-
Come avete detto di chiamarvi? –
-
Cullen… Edward Cullen - rispose il giovane, mentre veniva sospinto nei meandri
bui e silenziosi del castello.
Cullen… Cullen… sì, ne aveva sentito parlare di questi Cullen. Una
famiglia di vampiri alquanto particolare. Gli era giunta voce che non bevessero
sangue umano ma solo animale. Una stronzata! Avrebbe risolto il problema
facilmente, ne era certo. Non si era mai visto un vampiro vegetariano. Ma
quando mai!! E poi un esemplare così bello doveva fare il vampiro. Ma il
vampiro vero, non una presa in giro della razza.
-
Da dove venite, Cullen? –
-
Da Forks… -
-
Mmmh… e come state messi in materia di demoni, mostri e non morti laggiù? Avete
una qualsiasi tradizione e background culturale degni di… -
Un
tuono apocalittico scosse fin dalle fondamenta il cadente castello, mentre la
luce abbagliante dei lampi illuminava la figura elegante del giovane vampiro.
-
Adesso basta! – esclamò Edward, fermandosi deciso a non proseguire oltre.
Il
vecchio Conte si fermò a guardarlo dritto negli occhi.
Ha carattere il giovane, si disse.
-
Non potete scappare al vostro destino – sibilò tra i denti. – Se siete capitato
qui è perché siete il prescelto… -
Senza
la minima paura, l’aspirante vampiro afferrò il Conte per il bavero del frac e,
tenendolo sollevato a un metro da terra, disse:
-
Io non voglio essere il vampiro che vuoi tu. Io sono un Cullen e… -
Gli
occhi iniettati di sangue del vecchio Conte riuscirono a condizionare la mente
del giovane che, lentamente, lo lasciò andare.
Con
un profondo sospiro, dopo che i suoi piedi toccarono nuovamente terra, il Conte
Dracula cacciò fuori dai polmoni tutta l’aria in essi contenuta. Quindi, senza
perdere il suo imperturbabile aplomb, accennò lentamente di sì con la testa:
dopo tanto penare, aveva finalmente trovato il vampiro giusto.
-
È giunta finalmente l’ora di andare in pensione… gentile amico – fece il Conte,
mentre i rintocchi cupi del pendolo segnavano le due del mattino.
Edward
annuì lentamente mentre il suo ululato, in qualità di nuovo Principe dei
Vampiri, si confondeva con quello dei lupi, echeggiando lugubre per la vallata
scossa dai tuoni e flagellata dalla pioggia arrivando alle orecchie dei laboriosi
contadini che abitavano nei dintorni del vecchio castello. Pur essendo assopiti
nel tepore dei loro giacigli, a quel grido demoniaco e non umano,
rabbrividirono fin dentro le ossa.
Quella
notte di Halloween fu solo l’inizio…

Noooo,uffa ero qui che me la ridevo pensando a cosa avrebbe combinato l'erede dei vampiri ed hai concluso sul più bello....
RispondiEliminahahaahahahahahaha!!! meravigliosa!!! geniale! hai unito due miti nel migliore dei modi dimostrando anche di saperne dello scenario del Conte Dracula.Ma il suo tormento interno e la faccenda del pensionamento mi hanno fatto tajà! hahahaahahahahahahah!
RispondiEliminabellissima!
-sparv-
Epica!!! ho adorato l'unione tra mistero è humour!!! Adesso vado ad aprire la finestra anche se fa un freddo becco!!! ;)
RispondiEliminaAleuname
Il pensionamento di Dracula è veramente un'idea geniale! Mi ha fatto morire!!!
RispondiEliminaUn punto di vista molto originale, brava!!!!!
Ah ah ah ah ah ah! Il conte Dracula in prepensionamento non me lo sarei mai aspettato!! Un incontro che mai mi sarei potuta immaginare... l'antitesi che incontra la tesi e, giustamente, il vecchio vampiro lascia spazio al nuovo, al suo erede incontrastato nell'immaginario delle donne non tanto imbecilli, ma consapevoli di ciò che vogliono (oh... devo difendere la categoria no?). Non c'è bisogno neanche di chiedersi che cosa volesse Edward dal conte, è talmente tanto surreale da non sentire l'esigenza di sapere niente di più. In una parola questo squarcio di storia basta a se stessa. Brava e complimenti per la fantasia e l'originalità e... buona pensione a Dracula!!
RispondiEliminaAhaha, veramente divertente, brava! Povero Edward però...chi verrà a salvarlo dal suo destino? Volontarie?!?
RispondiEliminaGeniale: il povero vecchio conte Dracula che non ne può più di giovani vergini deficienti è fantastico. Un piccolo gioiellino, ironica, fuori dagli schemi, divertentissima.
RispondiEliminaAhahahahahahahahahahah!!! Il successore del conte Dracula!!! Bellissima anche questa!!!!!!
RispondiEliminaBrava davvero! Peccato che non hai continuato! Sicura che non vuoi deliziarci in futuro con una seconda parte?
In caso, io mi prenoto per leggere e commentare!! Grazie!
Punti 3
RispondiEliminail primo pensiero è stato "noo, parla di Dracula" nel senso che non mi piace leggere di personaggi "che conosco" in un modo in un altro modo.... ma poi...
RispondiEliminaOddio, meravigliosa... pensavo di aver letto male deficienti e invece ahahahahah... effettivamente cazzo, ste vergini so proprio deficienti.
Povero il nostro conte stanco e che vuole andare in pensione, fantastico... e il povero Edward che rimane incastrato...
Spassosa, brillante e al contrario di quello che ha detto qualcuna, qui il seguito ci sta e lo hai anche presentato....
Grazie e complimentissimi
JB
il mio voto
RispondiElimina1
Brava
JB
Questa è favolosa! Voto 3
RispondiEliminaVoto 3!!!
RispondiEliminaDraculward!!!!!
VOTO 3
RispondiEliminaCiao! Ho letto queste storie durante la notte di Halloween e tutte mi hanno colpita moltissimo. Ci ho rimuginato sopra finora e non posso non darti i miei 3 punti perchè questa storia racchiude in un breve spazio e tempo una serie di cose importantissime:
- il classico intramontabile;
- la fluidità e correttezza del testo;
- l'ironia delle parole e l'accostamento tra il principe dei vampiri sul serio e quello che noi amiamo svisceratamente.
Ne è uscita fuori una chicca godibilissima. Ancora rido!
Bravissima, per me vinci tu!
-Sparv-
Forse sono io che sono controcorrente ma... questa storia non mi ha lasciato nulla. E' ben scritta, a tratti divertente, include la tradizione dell'horror di halloween e delle classiche storielle di paura che si raccontano. Per questo mi è piaciuta molto. E' un miscuglio di vecchio e nuovo, tradizionale e moderno, che rende la storia molto piacevole da leggere.
RispondiEliminaMi è piaciuto leggerla, ma non mi ha spaventata, nè fatto paura, nè mi ha lasciato quel segno che serve perchè una storia venga ricordata.
La tua FF comunque, è godibilissima.
Mi complimento per il tuo lavoro e per la tua partecipazione, è stata una sfida che hai colto e che hai portato avanti molto bene.
Complimenti.
Aly
Anche questa merita tantissimo. Hai creato un mix di tanti aspetti che in una storia tanto breve non si spererebbe mai di poter trovare e questo probabilmente è ciò che mi ha colpito di più in assoluto.
RispondiEliminaIl "passaggio di consegne" è un'idea brillante, il vecchio conte stanco dopo secoli e secoli ci sta splendidamente e Edward... lui sta bene ovunque :D
Complimenti, storia fortissima.
Sarò strana, ma questa storia mi ha fatto scompisciare XD dal ridere ovvio!!
RispondiElimina:) che dire... uno scontro tra i Vampiri più in voga.
Da una parte abbiamo il Vampiro classico, Dracula, dall'altra abbiamo il Vampiro moderno, Edward.
Nell'immaginario collettivo Dracula è il cattivissimo bevitore di sangue che si nutre di vergini, mentre Edward è quello che invece preferisce salvare vite umane e beve sangue animale.
Troppo diversi ma entrambi hanno quel qualcosa che sempre ci affascina!
Sto andando troppo oltre, lo so XD!!
Comunque, sei stata molto brava :D!!
2 punti!!!
RispondiEliminaAleuname.
Scritta benissimo, ironica e carica di un'atmosfera da classico Vampward! Bravissima!
RispondiElimina