Non mi ero nemmeno accorto di essere
entrato nella mia casa... nella nostra casa. Avevo agito come sotto
l'effetto di una droga, come se aprire
il pesante portone fosse stato un altra persona, ed io solo un osservatore esterno.
La mia mente era confusa, immersa nel dolore, persa a
ripercorrere gli ultimi momenti in cui
avevo tenuto tra le braccia la mia
Bella.
Adesso ero appoggiato alla porta chiusa dietro alle mie spalle, immerso nel
buio e nella disperata consapevolezza di
essere solo.
Lei era infine morta. Dopo dieci giorni di agonia a
causa dell'incidente stradale alla fine non ce l'aveva fatta, il suo corpo
distrutto aveva perso la sua battaglia e la morte reclamato il suo
trofeo. Malgrado i tentativi dei medici era spirata sotto i miei occhi mentre la tenevo per mano come se avessi
potuto trattenerla... come se...
Con un singhiozzo disperato mi lasciai scivolare per terra e finalmente lasciai
uscire quelle lacrime che avevo
trattenuto per tutti quei giorni, lo scudo, di forza e lucidità che avevo
eretto per proteggermi dagli avvenimenti, infine crollato
sotto la spinta del dolore.
Piansi per il nostro amore così brutalmente interrotto,
per il futuro che avevo perso, per il senso di completezza che sapevo non avrei
più ritrovato ma soprattutto per lei.
Era bella. Bellissima. Meritava di vivere per rendere
splendente questo mondo con la sua
presenza, con la sua intelligenza, con il suo amore infinito... e invece: la
sua luce si era consumata fino a
sparire insieme alla mia anima, in
una fredda fossa del cimitero che l'aveva
accolta silente e indifferente al dolore
di chi l'aveva amata.
Ripensavo a lei,
ripensavo alla prima volta che avevamo fatto l'amore, alla sua
pelle liscia e profumata, alle sue labbra morbide e dolci,
ai suoi baci profondi e timidi nel contempo. Al suo sorriso spensierato e alle sue labbra imbronciate
quando si arrabbiava con me.
Pensavo e piangevo.
Piangevo e ricordavo. Perso nel
buio della nostra casa, con il sole ormai sparito dietro i monti poco lontani,
avvolto in un silenzio quasi surreale
solo interrotto dai miei singulti soffocati.
Fu un rumore sordo come di un cassetto che si apriva a
farmi sobbalzare, a farmi tornare alla
nuda e cruda realtà. Con la schiena rigida, asciugandomi le lacrime con
una manica mi tirai in piedi.
“Crack” un altro rumore più forte ruppe ancora il silenzio.
Impallidii spaventato.
Ero solo in casa... avrei dovuto essere solo. Che fossero entrati dei
ladri?
Stando attento a non fare rumore mi levai le scarpe
appoggiandole silenziosamente a terra e
afferrai il prisma di quarzo rosa che
tenevamo come soprammobile vicino al telefono. Un arma rudimentale ma... meglio di nulla. Per un attimo l'osservai con una stretta al
cuore. L'avevamo comprato in viaggio di nozze...
“Crack” un altro rumore improvviso mi fece sussultare.
Con il fiato corto per la paura,
l'adrenalina che pompava a mille nel mio corpo gelido di sudore, mi
diressi furtivo verso la camera da letto dove pensavo si trovasse il ladro.
Con
circospezione aprii la porta e... mi immobilizzai. La mano alzata con il prisma
pronta a colpire l'intruso mi ricadde
giù pesante e inerte mentre spalancavo
gli occhi per lo shock.
Lei eri lì!
In piedi davanti al
comò stava riordinando la biancheria che avevo lasciato sparpagliata
nel cassetto nella fretta di correre in ospedale da lei.
Con il vestito che portava il giorno dell'incidente e
una leggera aurea luminosa intorno a se,
osservava con aria critica i miei
calzini spaiati.
Rimasi fermo a guardarla dapprima incredulo, poi spaventato e infine felice.
Lei era lì!
Lasciando cadere con
un tonfo il prisma che avevo in
mano avanzai, scattando come una molla,
verso di lei per abbracciarla, per
stringerla a me, in preda ad una strana urgenza. Ma lei indietreggiò veloce da me. “Edward.
Fermo”.
Ubbidii
spalancando gli occhi atterrito,
mentre mi rendevo conto che potevo vedere... il quadro appreso dietro al suo corpo. Vedevo attraverso di lei come se il suo corpo
fosse stato un vetro trasparente
leggermente appannato su cui brillava una luce argentata.
Fui attraversato da un brivido gelato che mi corse
lungo la schiena come una saetta. “Non... non... è possibile” mormorai incapace
di coordinare i miei pensieri e le mie parole.
Lei mi sorrise mordicchiandosi il labbro inferiore
come era solita fare quando non era a suo agio “Mi spiace. Non volevo
spaventarti. Pensavo che stasera saresti
andato dai tuoi genitori a cenare. Volevo...” la sua voce leggermente
tremolante fece una pausa poi concluse “Volevo rivedere la casa e lasciarti
tutto in ordine”
Avrei potuto giurare di vederla arrossire ma ... Dio
stavo impazzendo, stavo decisamente uscendo fuori di testa. Lei era morta,
avevo salutato il suo corpo vuoto e
freddo soltanto due ore prima. Quello che vedevo non poteva essere reale
o si?
Presi fiato, chiusi gli occhi un attimo e quando li
aprii lei era ancora lì. Con un filo di voce
mi sforzai di dare un senso alla sua presenza “Sei un fantasma?”
Lei mi sorrise
poi con lo sguardo dolce e immensamente triste mi rispose “Mi spiace. Non dovevi vedermi.”
poi con un sospiro rassegnato aggiunse “Adesso devo andare. Non mi è permesso
rimanere di più” . Allungando una mano pallida e trasparente come se volesse accarezzarmi la guancia un
ultima volta mormorò con un sussurro lontano “ Ti amo Edward. Non temere ci
rivedremo presto e staremo ancora insieme”
E detto questo
iniziò lentamente a sparire,
lasciandomi solo con la luce
tremula della luna, che aveva fatto capolino
dalle nuvole, come unica
testimone dell'accaduto.
“Bellaaa” gridai sperando che tornasse indietro che
non mi abbandonasse di nuovo.
Ma nulla. Ero
nuovamente solo.
Chiedendomi se la mia mente sconvolta non avesse avuto
un allucinazione mi girai verso il comò dove con una fitta al petto constatai
che tutto era stato rimesso in perfetto
ordine. Ricordavo il disordine
che vi avevo lasciato e i denti iniziarono a battere furiosamente
mentre un altra ondata di gelo mi attraversava nuovamente il corpo
Lei era stata qua.
Come un folle scesi le scale, e salì in macchina. “Non
temere ci rivedremo presto e staremo ancora insieme” mi aveva detto. La sua voce rimbalzava vorticosamente nella
mia mente, il ricordo di lei vivido più che mai, mentre la bocca si faceva
sempre più secca. Il bisogno di lei
immenso come un fuoco che bruciava il mio corpo e la mia anima.
Presto, Insieme pensai attaccandomi a quelle parole come fossero
state un oasi nel deserto
Non pensavo a dove stessi guidando. Non c'era che un
posto preciso a cui fossi diretto. Solo
il bisogno di scappare, e di cercarla ovunque potessi trovarla.
E quando il
ponte sbucò davanti a me nella soffusa
luce notturna non esitai nemmeno
un attimo mentre sterzavo brusco il volante
e sfasciavo il parapetto
librandomi libero nell'aria come un
uccello... senza ali.
Presto. Insieme.
“Bella sto arrivandoooo” fu il mio ultimo pensiero euforico
mentre la macchina si schiantava nel dirupo sottostante e il fuoco bruciava quello che restava
del mio cadavere dilaniato.
Solo quando
varcai le porte dell'Inferno,
come tutti i suicidi, mi resi
finalmente conto che la mia morte era
stata non solo assurda ma
soprattutto inutile.
Era vero lei mi stava
aspettando e mi avrebbe aspettato allo scoccare della mia ora... ma non
qui e non adesso!
A causa mia lei mi avrebbe atteso per sempre invano... in
Paradiso!
Insieme nella morte, divisi per l'eternità !
Fine

No, ma dai! Almeno nell'aldilà potevano stare insieme! Che strazio! Dovrei chiedere il risarcimento danni per i fazzoletti che ho RISCHIATO di sprecare... Ottimo climax, direbbe qualcuno. Per adesso sei l'eccezione alle shot di halloween, chissà forse ti voterò come la migliore! Chissà mai...
RispondiEliminaMeglio ridere o piangere? Mi è piaciuta nonostante il finale...e forse ho capito chi è l'autrice....
e noooooo! ma è terribileeeeeeeeeeeeeeeeeee!!! ma non tutto è perduto, magari è all'inferno pure lei! eh?! sì??? insomma, una che torna fantasma per rimettere a posto i cassetti dev'essere stata una da peccato capitale! no, scherzo, storia giusta per Halloween, invece!
RispondiEliminaBrava!!!
-sparv-
Nooo!!! Almeno dopo morti si sarebbero dovuti rincontrare!!! Classica storia di Halloween molto intensa. Brava!!!
RispondiEliminaAleuname.
Finale inaspettato per una trama horror abbastanza "classica", però scritta benissimo, molto curata la scelta delle parole. Mi è piaciuta, anche se un fantasma che riordina i calzini meriterebbe davvero l'inferno! 😊
RispondiEliminaAhhh che strazio!!! Uno all'Inferno e l'altra in Paradiso è un dolore insopportabile...non mi sarei mai aspettata una fine così dolorosa!
RispondiEliminaColpisce poprio, brava!
Ma sono rimasta di merda!! Non si fa così!!!
RispondiEliminaPerò poi... ragionando meglio... la perdita di una persona amata può scombussolare a tal punto da fare scelte azzardate e totalmente inutili. In fin dei conti il finale ci sta tutto!! Anche se però... mamma mia che pena!!!
Visto che siamo in clima di streghe, sappi che ho appena lanciato una maledizione imperitura su di te, o nefanda autrice. Nella nera notte di Walpurga, nel rutilante sabba delle innominabili, il tuo nome sarà pronunciato tre volte sottovoce affinché tu sia perseguitata per i tuoi giorni a venire da un'incontenibile ridarella.
RispondiEliminaMa come, ma non si può!!!! Già me stavo a sciogliere di lacrime per l'infausto destino di solitudine e dolore del nostro prode eroe e tu me lo spedisci all'inferno!!! Che te devo di': a questo punto mi auguro che trovi una procace diavolessa che accogliendolo con un "gradisca, caro ospite" gli faccia dimenticare la diafana memoria del fantasma chiaramente affetto da sindrome ossessivo-compulsiva.
Ma nooooooo!!!!! E mica se fa così!!!!! Questi dovevano stare insieme!!! Cretino Edward!!!!
RispondiEliminaBravissima comunque tu, per aver pensato un finale diverso, che nessuno avrebbe previsto nè scelto!
Oddio che disperazione!! Nononono, lui non si merita l'inferno solo perché Abbella doveva per forza ripiegare I calzini e si è fatta beccare! Scherzo...perché devo sdrammatizzare. Mi hai davvero colpita, hai dipinto la disperazione di lui in un modo pazzesco. Ora ti prego, aggiungi un PS in cui lei ottiene uno sconto di pena per lui, in fondo lui ha solo frainteso l'invito...ha diritto alle attenuanti!
RispondiEliminaMa..... ma no..... noooooooooooooooooooooooooo
RispondiEliminaNon ho fatto in tempo a dire meno male qui muore Bella, che mi sconvolgi tutto.
Non solo si ammazza ma va pure all'inferno.....noooooooooooooo...... poverooooooooooo!!!!
Oddio... ce so rimasta de merda... si può dire? vabbè l'ho detto.
Sappi che ti odio, si ti odio e mo devo riflettere.
Su cosa? se mi piace o meno.... cattivaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
Ok dopo lo sfogo hai i miei complimenti perchè ci sta, ci sta tutta e come ci sta....
Grazie
JB
Evidentemente questi non hanno letto Romeo e Giulietta... che spreco Edward, tutto per niente poi!
RispondiEliminaChe razza di tragedia.
RispondiEliminaQuesto è il nome della mia recensione. Questo contest ha visto partecipare un sacco di storie belle, interessanti e per niente banali.
Questa di sicuro rientra tra queste caratteristiche. Devo dire che mi ha stupito, mi ha lasciato davvero con l'amaro in bocca, confusa e dispiaciuta. Sei stata brava, l'idea è originalissima. Ma mi verrebbe voglia di sbattere la testa al muro e di urlare. Ma porca miseria, ste tragedie non finiscono mai. Come se non fosse abbastanza perdere una moglie, lui si ammazza e oltretutto manco si trovano. Ecco, mi ha lasciata molto molto arrabbiata la storia.
COmunque una bella idea.
Coomplimenti per aver partecipato.
Aly
Non bastava Edward a morire in quelle precedenti... adesso pure Bella??
RispondiEliminaD: volete proprio farmi piangere!!
Tra l'altro lui suicidandosi va all'Inferno e non in Paradiso, come sperava... quindi oltre che essere morti entrambi, ora non si possono nemmeno incontrare!!
Eddy però anche tu... non potevi trovare un altro modo?? :'(
Bravissima :)!!
Mi hai distrutto. Non esagero ma forse proprio per questo è davvero molto attinente all'idea del contest.
RispondiEliminaQuando è stato proposto il contest di Halloween non sapevo bene cosa aspettarmi. Avrei trovato storie di fantasmi? Certo. Storie di zombi? perchè no, visto l'argomento. Ma questa? la tragedia più assoluta e ci sta tutto anche se mi hai lacerato il cuore.
Bra.vi.ssi.ma!
VOTO 1 ma solo perchè non ne ho altri a disposizione.
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