Che cavolo mi è venuto in mente di scommettere con
quelle arpie? Accidenti! Era logico che perdessi, quando mai ho fortuna, io? E
ora eccomi qui, in questa cavolo di casa
stregata! Naturalmente non ho mai creduto a fantasmi, spettri, alieni e
tutte quelle cose lì, ma i pericoli di trascorrere una notte, da sola, in una
vecchia casa abbandonata e streg… ehm... No, è abbandonata e basta. Chiaro?
**TUM!! TUM!!**
Oddio? Che cavolo sono questi rumori al piano di
sopra? Saranno dei topi, o magari qualche uccellaccio. Che faccio? Vado a
vedere? Mmmmhh. No, dai, meglio che me ne stia qui, nel salone, ad aspettare
l’alba. Per fortuna ho il mio amato Kobo e-
**TUM!! TU-TUM!!**
Ancora?! Cacchio! Allora devo proprio andare a
vedere, visto che non posso scappare via, pena la pubblica derisione eterna.
Merda! Naturalmente la corrente elettrica è
staccata da almeno quarant’anni, quindi prendo la mia torcia, faccio un bel
sospiro e mi preparo a salire le scale di questa enorme villa antica,
abbandonata da decenni e, si spera, deserta.
Oh, Signore! Fa che lo sia!!
Giro l’angolo e vado a sbattere contro qualcosa che
fino a pochi minuti fa non c’era, dallo scontro cado a terra urlando
terrorizzata, la torcia mi sfugge di mano e cade anch’essa con un tonfo, rotolando
e scivolando lontano da me e illuminando, nel suo vorticare, un paio di gambe
avvolte nei jeans e in un paio di Converse blu. In una frazione di secondo, il
panico mi avvolge, il cuore mi balza in gola battendo furiosamente. Io grido
terrorizzata mentre la mia mente immagina già un efferato serial killer o un
folle stupratore. Solo in quel momento mi accorgo di un altro urlo spaventato,
maschile, che fa eco al mio. Subito dopo le Convers stanno venendo verso di me,
una mano afferra la torcia e la alza, svelando un ragazzo con un timido sorriso
imbarazzato.
Smetto di urlare e lo osservo meglio: è molto alto,
almeno un metro e novanta, gambe lunghissime, fisico slanciato, mi tende una
mano per aiutarmi a rimettermi in piedi.
«Ti prego, calmati. Non sono pericoloso!» dice. Guardo
la sua mano, poi quel sorriso, timido ma smagliante, prima di afferrarla e
lasciarmi tirare su.
«Lasciami indovinare: hai perso una scommessa anche
tu? O sei una di quei pazzi ghostbusters?» chiede Ragazzo Misterioso con un
sorriso imbarazzato.
Mi sfugge una risatina, «Scommessa. Da dove sbuchi?
Sono sempre stata qui e non ho visto passare nessuno.»
«Oh! Sono entrato dal retro e sono andato al piano
di sopra a cercare un letto per la notte. Tu sei accampata qui nel salone?»
Annuisco, lui mi porge la torcia, «Dai, vieni su,
ho acceso il caminetto e non fa freddo come qua. Ti aiuto a portare qualcosa?»
Mentre prendo il sacco a pelo, gli porgo il mio
zaino e lo seguo su per le scale, poi lungo il corridoio, fino a una grande
camera da letto con un bellissimo letto a baldacchino con le lenzuola candide e
morbide e il caminetto acceso a riscaldare questa fredda notte di Halloween. La
stanza è stranamente pulita rispetto a tutto il resto della casa, abbandonata
da decenni.
Ci sediamo sul grande letto a chiacchierare, apro
un pacchetto di biscotti al cioccolato e lo divido con Edward, il mio compagno
di avventura che, nonostante sia un perfetto sconosciuto, non incute alcun
timore e, anzi, riesce subito a mettermi completamente a mio agio.
Inevitabilmente, non faccio altro che pensare a quanto sia incredibilmente
bello, e nell’istante in cui appoggio lo sguardo sulla sua bocca, lui si
avvicina e appoggia le labbra sulle mie. Il suo bacio è brusco, quasi
sbrigativo e la prima sensazione che provo non è piacevole ma non posso, forse
non voglio? sottrarmi.
Sento la testa annebbiata, come se stessi vivendo
in un sogno, e non impedisco alle sue mani di spogliarmi. Uno dopo l’altro
spariscono anche i suoi vestiti e in pochi minuti ci ritroviamo nudi e
avvinghiati. Non mi riconosco, questo comportamento non è da me, ma è come se
non avessi la volontà per oppormi, come se volessi quello che sta succedendo
e... non riesco a capire se sia così. Sento la sua mano tra le gambe, le sue
dita mi entrano dentro brusche, scivolando con facilità, e io le accolgo
gemendo. Poi toglie le dita e si posiziona meglio sopra di me. «Piccola, devi
dire che mi vuoi.» La sua voce melliflua, innaturale, io mi sento allo stesso
tempo spaventata e rilassata, e una voce, che sembra la mia, sussurra «Sì. Sono
tua.»
Edward chiude gli occhi mormorando «Sì!» solleva
leggermente il bacino per allineare la sua erezione con la mia intimità, lo
sento premere, sento la punta del suo membro aprirmi lentamente a lui.
Trattengo il fiato a quella sensazione nuova, e in quel momento Edward spinge
avanti i fianchi con forza strappandomi un urlo di dolore per quell’intrusione
forzata, brutale e feroce, tanto grossa da farmi sentire come se mi stesse
spezzando in due. Continua a muoversi furioso dentro di me, avanti e indietro, con
violenza, ma io non riesco a ribellarmi, non riesco a spingerlo via, riesco
solo ad aggrapparmi alla sua schiena e a stringergli le gambe attorno ai
fianchi per accoglierlo meglio. Premo il viso contro il suo collo, in un
patetico tentativo di conforto, lasciando uscire urla di dolore e lacrime amare.
Lui si solleva sulle braccia per spingersi in me con ancora più furia, le mie
mani scivolano a stringere le lenzuola. Non posso ribellarmi, è come se fossi
qui per lui.
«E ora godi!» lo sento urlare al mio orecchio
parecchi minuti dopo, e il mio corpo, ancora una volta, risponde a lui più che
a me stessa, sento del calore sprigionarsi dal mio bassoventre, dove il suo
corpo continua a sprofondare con forza nel mio e, un attimo dopo, il suo grido
di appagamento fa esplodere il mio corpo in un piacere assoluto. Subito dopo,
Edward esce bruscamente da me, si alza dal letto e rimane per qualche istante a
guardarmi, nudo, fiero e bellissimo, con ancora sul suo sesso eretto il sangue,
segno inequivocabile della mia perduta verginità. I suoi occhi, ora gialli e
infuocati, mi rivolgono uno sguardo sprezzante, «Grazie a te, piccola creatura,
me ne manca solo una!» poi un denso fumo nero lo avvolge e io cado nell’oblio.
Quando mi risveglio, l’alba fa capolino dalle finestre.
Mi sento tutta dolorante, come se avessi la febbre alta, e un forte dolore tra
le gambe mi riporta subito alla realtà, facendomi sedere velocemente sul letto.
Sono completamente nuda, le cosce sporche del mio sangue e di un liquido biancastro
ormai secco, il corpo ricoperto di lividi e, sui seni, segni di morsi. Mi
guardo attorno, la stanza non è affatto quella che ricordavo. O meglio, lo è,
ma è diversa: polvere, ragnatele e sporcizia regnano ovunque. E il letto dove
sono seduta è quanto di più lercio esista sulla faccia della terra, con
numerose macchie scure su cui spicca la mia, di colore rosso acceso. Mi alzo
talmente in fretta da avere un capogiro, m’inginocchio a terra e striscio a
recuperare i vestiti sparpagliati per tutta la stanza cercando di dominare la
nausea. Trovo le mie mutandine sul pavimento, proprio al centro di una grande
macchia scura, e decido che non è poi così indispensabile indossarle. Tremo talmente
forte da far fatica a infilare maglia e pantaloni.
Afferro zaino e sacco a pelo e corro via,
rischiando l’osso del collo scendendo una scala che sta in piedi per miracolo
e, come varco l’ingresso, Angela, la più stronza di quelle arpie che ce l’hanno
con me, mi accoglie con un sorriso glaciale.
Ha sempre avuto gli occhi così strani? Sembrano gialli, innaturali.
«I miei complimenti, Bella, non pensavo che saresti
riuscita a resistere tutta la notte lì dentro. È andato tutto bene?»
Il suo tono di scherno mi raggela e annuisco
lentamente, mentre uno strano presentimento si fa strada dentro di me.
Il suo sorriso è strano, quasi malvagio, e continua,
«Lo sai qual è la leggenda di questa casa? Se vuoi te la racconto,»
Annuisco ancora, e questa volta un brivido freddo mi
percorre la schiena. Il ricordo della notte precedente si sta facendo strada
dentro di me, sta tornando prepotentemente a risvegliare ogni livido sul mio
corpo, dovuto alle strette e ai morsi di Edward.
«Vedi, a metà del secolo scorso, in questa casa
vivevano i Cullen, una famiglia splendida, affermata e benestante. Si narra
però, che il figlio maggiore, Edward, avesse strani passatempi, come torturare
e uccidere piccoli animali. Oh, e ottenere, più o meno consensualmente, la
verginità di belle e giovani fanciulle. Fu colto in flagrante dal padre, che
uccise durante la lite furiosa che ne scaturì, e uccise poi anche la madre e la
sorellina. Probabilmente sconvolto dal suo gesto, e terrorizzato dal futuro che
lo attendeva, decise di porre fine anche alla propria vita, prima di venire
arrestato e, probabilmente, giustiziato. Mentre la polizia si preparava a fare
irruzione, però, Edward riuscì a fare un patto con Lucifero, che gli avrebbe
permesso di tornare alla vita se fosse riuscito a farsi donare da diciannove
fanciulle, il dolore e il piacere della propria verginità, nell’anniversario
della sua morte, proprio su quel letto, dove fu scoperto a strappare
l’illibatezza alla sua giovanissima vicina. Che sciocchezza, non trovi?»
FINE

hahahahaahahah!!! deduco che Angela non era vergine! comunque un Edward stronzissimo ad approfittare del proprio aspetto per ingannare giovani illibate... e lei ci è cascata con tutte le scarpe! lo perdono solo perchè è lui!
RispondiEliminabrava!
bella fantasia!
-sparv-
La classica storia di Halloween arricchita da Edward!!! Ero scettica sulle storie così brevi e invece la tua mi è piaciuta tantissimo!!! Brava!!!
RispondiEliminaAleuname!!!
E cominciamo bene!!!
RispondiEliminaIo non so se sarei riuscita a stare da sola in una casa abbandonata... sono una fifona cronica e non guardo un film horror manco se mi puntano un fucile alla testa.
Molto carina questa storia, ben scritta e decisamente fantasiosa!!! Brava...
Mi è piaciuta un sacco l'idea di un Edward approfittatore e con un sfondo sadico! Bella anche l'immagine della stanza resa confortevole allo solo scopo di ingannare l'ingenua ragazzina (sono riuscita proprio a figurarmela davanti) e di Angela che non era quella che si pensava.
RispondiEliminaBrava! Molto molto bella davvero.
Brava, una storia inquietante e fantasiosa. Che paura questo Edward cattivo e senza segni di pentimento!
RispondiEliminaBellissima! Mi è piaciuto da morire il finale! Edward bellissimo che sembra innocuo, carino, bellino, simpatico, e poi ...sbam sbadabam sbadabim....E poi....ahahahahahahah!!!
RispondiEliminaBravissima!!!
Un Edward bastardo dentro è interessante. Violentatore da vivo, manipolatore e seduttore da morto, parricida efferato. Adesso ho capito chi mi ricorda finalmente: Margutte, il mezzogigante inventato da Pulci, che si vantava di poter passare in rassegna tutto l'alfabeto con i propri peccati!!!!! Però Edward ha un vantaggio incomparabile: è bellissimo. In fondo a Bella poteva andare molto peggio, poteva essere sedotta dal gobbo di Notre Dame!
RispondiEliminaDivertente il fantasmino che seduce le povere vergini indifese...anche se ogni tanto gridavo allo scandalo! Sei bravissima e immagino chi sei...
RispondiEliminaeh beh le vergini hanno un loro perché in questi ambiti "demoniaci", devo dire che Edward ha stretto un buon patto con Lucifero... tra vita e morte gli è andata bene insomma
RispondiEliminaComplimenti e grazie
JB
Interessante, peccato non essere nei paraggi!
RispondiEliminaQuesta storia io non me la levo dalla mente. Quindi per me giocoforza è un 3.
RispondiEliminaComincio con congratularmi con te per il coraggio e la voglia di partecipare a questo contest, cosa che farò per ogni storia, perchè è davvero una sfida pazzesca.
RispondiEliminaAhimè questa storia mi ha turbata parecchio, mi ha agitata e spaventata. Da matti. Quindi non l'ho apprezzata come avrei dovuto. O forse l'ho apprezzata troppo e quindi ci sono entrata con entrambi i piedi. Bella idea, originale, carina e spaventosa.
Complimenti.
Aly
Questa storia mi è piaciuta davvero tanto, talmente tanto che vorrei che una volta finito il contest tu scrivessi un altro brevissimo spaccato dove farci leggere la fine della storia. Mi piacerebbe moltissimo leggere di questo Edward bastardissimo che raggiunge il suo obiettivo e poi viene gabbato in qualche modo.
RispondiEliminaComplimenti, bella storia.
Mai entrare in una casa abbandonata da anni... non sai mai chi potresti incontrare!!
RispondiEliminaPerò, un Edward così dolce e timido fuori ma bastardo dentro, mi piace assai ;)!!
Darkward is the way!!
Bravissima!!
1 punto!!!
RispondiEliminaAleuname.
Arrivo per ultima e, probabilmente, dopo tempo massimo. Questo Darkward a me è piaciuto un sacco. Storia veloce, trama ben delineata, malgrado la brevità richiesta ai racconti. Insomma davvero forte! Brava! Non ho ancora letto le altre per fare un confronto ma io l'ho gradita ASSAI!!! (se stai cercando la diciannovesima vittima io sono qui, facciamo finta che io sia vergine e vediamo che accade, ok?) Cristina.
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