sabato 31 ottobre 2015

Due minuti





Sono passate due settimane. Due stramaledettissime settimane da quando quel bastardo ubriaco ha ucciso Edward.
Sposati da poco, avevamo mille progetti, viaggi da fare, figli da mettere al mondo. Saremmo dovuti diventare vecchi  insieme e noiosi insieme e nonni insieme. Avremmo dovuto fare l’amore e poi litigare e poi fare di nuovo l’amore mille volte. Invece niente.
Quella sera avrei dovuto esserci anch’io su quella dannata macchina; sono viva solo a causa dell’influenza che mi ha impedito di accompagnare Edward a ritirare il suo premio come migliore broker dell’anno. E ora sono qui, da sola, a piangere sulla sua tomba. Come ogni santissimo giorno in questo schifoso cimitero. Fino a sera.
Il sole se n’è andato da un po’, lasciando spazio al buio. Ma il buio più cupo è quello dentro di me, non quello tutto attorno.
La civetta ha appena intonato il suo canto di morte.
La campana del cimitero, che avvisa le anime perse come me della chiusura di questo luogo, è suonata da almeno venti minuti. Credo sia ora di lasciare mio marito. Ogni giorno è uno strazio andarmene.
Le ginocchia mi dolgono mentre mi alzo dal freddo marmo della sua tomba; sgranchisco le gambe con qualche calcio e muovo il primo passo. Devo aver impigliato i lacci delle scarpe da ginnastica da qualche parte perché mi sento tirare il piede verso il basso.
L’urlo che lancio quando i miei occhi vedono ciò che mi sta trattenendo rompe con forza il silenzio sacro di questo luogo.
Due mani scheletriche si sono aggrappate alla mia caviglia. Altre due stanno sbucando dalla terra e mi acchiappano l’altro piede salendo fino al polpaccio, mentre io non so far altro che urlare schifata e in preda al terrore.
Tutto diventa completamente nero quando mi sento stringere e tirare con forza verso un buco che si apre sotto ai miei piedi. Le dita camminano lungo le mie gambe, sento il loto tocco freddo e duro. Stringono e fanno un male cane, mentre penetrano nella mia carne emi trascinano sempre più giù.
La mia bocca è spalancata, ma non vi esce più alcun suono. E’ come quegli incubi in cui vuoi urlare, ma non puoi. Sei muta.
Sprofondo in una sorta di tunnel mentre annaspo muovendo freneticamente le mani alla ricerca di un qualsiasi appiglio. Non vedo assolutamente niente. Solo freddo, buio e urla mute. Le mie.
All’improvviso vengo schiantata con forza su una superficie orizzontale. Mi alzo di scatto e spalanco gli occhi. Sotto ai miei piedi mucchi di ossa e crani senza nome. Alzando lo sguardo scopro di essere circondata da esseri riprovevoli che sembrano cadaveri dell’obitorio. Una moltitudine di candele, tutte appese alle pareti di quella che sembra una grotta, mi permette di osservare questa scena da film horror.
I morti sono immobili nel corpo e nelle espressioni. Devastati, scarnificati, insanguinati. Consumati. Vengo scossa dai brividi e dai conati di vomito nel guardarli. D’un tratto li vedo spostarsi come automi per lasciare spazio ad uno di loro che avanza. E’ subito seguito da un essere che indossa una lurida tunica nera, il cappuccio che indossa e il capo chino nascondono il suo volto, tuttavia non ho alcuna curiosità di vederlo. Sulla sua schiena noto una falce scintillante sporca di sangue fresco.
Non servono troppi ragionamenti, è sufficiente lasciar campo all’intuito per capire chi quell’individuo sia. La bastarda Morte.
L’essere leggermente putrefatto che viene verso di me indossa un abito elegante. Uno smoking che pende in vari punti, completamente imbrattato di sangue secco. Indietreggio terrorizzata fino a toccare con la schiena la gelida parete della grotta.
Quando mi arriva davanti ansimo, consapevole di non avere alcuna via di fuga. Il morto avvicina le sue dita prive di carne al mio volto senza toccarlo e rischio di svenire quando pronuncia il mio nome.
«Bella». Oh mio Dio è la voce di Edward. L’essere incappucciato lo ammonisce con una voce gutturale che arriva direttamente dall’oltretomba.
«Due minuti».
Tutti i corpi si radunano dietro alla figura con la falce, richiamandomi alla mente l’immagine di un mucchio di blatte che scappano alla comparsa della luce.
«Bella» parla l’essere di fronte a me, mentre avvicina le dita alle mie labbra, nuovamente senza sfiorarle. Le sue sembianze cambiano riportandolo velocemente ad essere di nuovo il mio Edward. Mio marito. Mi viene da piangere e tento di abbracciarlo, ma lui mi ferma deciso con una mano a mezz’aria, «Ferma Bella! Non farlo! » Mi blocco scioccata. Poi continua «ai morti di morte violenta o improvvisa viene lasciato un ultimo desiderio. Io ho chiesto di poterti dare un solo, ultimo bacio. Ma tu non puoi toccarmi. Non devi farlo, amore mio. O diventerai sua serva, come tutti loro» conclude indicando con il capo le entità ancora nascoste dietro la Morte.
Annuisco. Il groppo in gola mi blocca le vie respiratorie, ma non ho alternative. Ho per un’ultima volta Edward davanti a me, potrò almeno salutarlo. Potrò lasciarlo andare, forse, dopo.
Il mio volto è rigato di lacrime quando si avvicina alle mie labbra. Le sue sono gelide e dure. Poggia le mani ai lati delle mie spalle. Non è il bacio che di solito mi dava, ma andrà bene. Andrà benissimo.
Sento un forte morso al labbro e mi viene spontaneo ricambiarlo. «Addio mia adorata»
Il freddo pungente mi fa aprire gli occhi. Sono ancora in cimitero, distesa sulla tomba di Edward. Mi guardo intorno, ma trovo solo il silenzio e le cupe ombre delle lapidi a farmi compagnia. Ho sognato tutto.
Mi alzo con fatica e sento un dolore alle caviglie. Deve essere stata la scomoda posizione in cui ho dormito.
Porto una mano sulla gamba e alzo i pantaloni per massaggiarmi.
Quando abbasso il calzino trovo dei segni rosso sangue impressi nella mia carne come fossero dei tatuaggi.
Controllo l’altra gamba. Anche lì impronte lunghe e secche circondano la mia caviglia, salendo minacciose fino al polpaccio.
La mia mano si sposta  d’istinto verso la bocca che sento gonfia.
I miei occhi scoprono le mie dita sporche. Di sangue fresco.

«Edward! » il mio grido riecheggia straziante contro le tombe e il cielo di questa notte maledetta.

17 commenti:

  1. oddio mi è piaciuta da morì!!!
    bellissima la descrizione dell'oltretomba e bello il loro contatto!!! il finale poi, è perfetto!!!
    bravissima!!!
    -sparv-

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  2. Bella anche questa!!! Straziante e molto intensa!!! L'ho adorata,complimenti!!!
    Aleuname

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  3. Certo che ne avete di fantasia!!!
    E' veramente bella questa... perché è vero: quando si perde qualcuno in maniera improvvisa si desidera sempre avere un momento in più... complimenti...

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  4. Bella, straziante e disperata. Un ultimo contatto che non lenisce e non consola, ma morde, come il dolore. Brava!

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  5. Ma allora avete proprio deciso che la vita dev'essere una sfiga! Altra morte violenta! Ma poveri disgraziati questi due, tutti che vogliono dividerli per l'eternità!
    Mi è molto piaciuta la descrizione della coorte dei morti e l'immagine della morte e mi intenerisce Edward che come ultimo desiderio chiede di poter baciare la sua Bella (magari poteva pensare a qualcosa di più succulento già che c'era). Racconto molto gotico.

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  6. Ma è bellissima questa storia!!! Sei una grande! Mi piacciono da morire queste cose strazianti drammatiche e....senza soluzione!!!!
    Brava davvero!!!!
    L'ultimo bacio però......Poteva essere l'ultima trombata, dai!!!!! Ahahahhahahaha!! Non farci caso...io sono semre io!!!!

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  7. Qui devo chiedere il risarcimento danni! A parte la descrizione dettagliata dei cadaveri che non mi piace solo perché é ben scritta che riesco immaginarmi i defunti.
    Tragica fine e qui mi dovresti rimborsare di fazzoletti

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  8. Interessante questo regno della morte... interessante anche che Edward, bene o male, riesce a vincere anche con la signora con la falce, rubando l'ultimo bacio alla sua Bella.
    Belle descrizioni, sia del luogo che degli zombie e ovviamente delle sensazioni di Abbella.
    Grazie e complimenti.

    JB

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  9. Voto 1. Mi hai colpita davvero con questo dramma. Brava e grazie!

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  10. VOTO 2

    Ciao! Anche questa storia mi è rimasta nel sangue (sangue ci sta meglio di cuore in questo frangente) e mi è piaciuto tutto, dall'inizio alla fine. E' una storia davvero halloweeniana e sei stata bravissima a mescolare amore, crudezza e brivido.
    Complimenti!
    -Sparv-

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  11. Ci ho pensato a lungo, ero parecchio indecisa... Ma questa di sicuro merita dei punti.
    Ti do 2 punti.
    E' spaventosa, un dramma pazzesco che ti entra nel sangue. E' capitato più volte anche a me di trovarmi al cimitero con la nebbia d'inverno, quando alle cinque è già buio pesto, l'ansia che ho provato in quei momenti è stata assurda. Per quello, ad un certo punto della tua storia, ho dovuto fare una pausa. Hai reso chiara e forte l'idea. Molto molto molto brava.
    Il risveglio poi, con l'urlo, uno strazio infinito.
    Complimenti
    ALy

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  12. Questa storia ti prende il cuore. Sei stata bravissima nel riuscire a esprimere tanto in pochissime righe, non so se ci riuscirei.
    Mille complimenti davvero.

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  13. Bellissima... mi ha anche fatto piangere.
    L'Amore che supera anche la Morte... peccato che Edward e Bella si siano re-incontrati per poco tempo.

    Voto 2!!

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  14. AHHHHHHHHHHHH! Brava... però ecco... a parte la storia che è assai evocativa ed efficace nella sua anima cupa e straziante, io proprio detesto le immagini di mezzi morti, scheletri e zombie... Mi ha fatto senso anche il bacio, lo ammetto... Però la storia è davvero efficace! Complimenti! Cristina.

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